20 Giugno 2021
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Roma: Uil Lazio, nella Capitale lavoro sommerso e poche ispezioni

(ASCA) – Roma, 20 feb 2014 – ”Il lavoro nero non solo esiste ancora, ma coinvolge anche nuove categorie sociali, in particolare lavoratori in cassa integrazione o in mobilita’, giovani in cerca di occupazione, padri di famiglia che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese e, soprattutto, ex lavoratori regolari che hanno […]

(ASCA) – Roma, 20 feb 2014 – ”Il lavoro nero non solo esiste ancora, ma coinvolge anche nuove categorie sociali, in particolare lavoratori in cassa integrazione o in mobilita’, giovani in cerca di occupazione, padri di famiglia che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese e, soprattutto, ex lavoratori regolari che hanno perso il lavoro negli ultimi due anni. E, in attesa di una ripresa, contribuiscono ad ingrossare le file di chi dalle 5 – 5.30 del mattino attende ai margini di una strada di periferia il committente di turno, pubblico o privato, con la speranza di ‘rimediare la giornata”’. Questo il quadro che emerge da un’inchiesta esclusiva della Uil di Roma e del Lazio che, in collaborazione con l’Eures, ha monitorato per giorni la piaga del caporalato e realizzato uno studio sul fenomeno attraverso i dati ufficiali, le ispezioni effettuate e un’indagine sul campo. E’ il terziario (pubblici esercizi e turismo) il settore piu’ a rischio, seguito subito dopo dall’edilizia e dall’agricoltura. Stando ai dati ufficiali delle ispezioni Inps, Inail, dell’attivita’ della Guardia di Finanza, dei Carabinieri e del Ministero del Lavoro, che la UIL Lazio ha incrociato e rielaborato, nella nostra regione sarebbero circa 50 mila i lavoratori irregolari, di cui 10.201 completamente in nero. Ovvero un decimo di quelli che, stando ai dati del Ministero, sarebbero presenti sul territorio nazionale (104.667). Circa 7 mila soltanto nella Capitale. ”Il condizionale e’ d’obbligo – spiega il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri – questi sono i dati ufficiali, emersi dalle ispezioni effettuate. Nella realta’ i numeri sono di gran lunga piu’ elevati. Si stima che in Italia siano oltre 3 milioni i lavoratori in nero, di cui circa 250 mila nel Lazio, quarta regione in classifica. Basti pensare che in sole due giornate di monitoraggio sul campo la UIL Lazio ha incontrato oltre 300 lavoratori in nero. Tutti in attesa di qualche privato o ditta per lavorare qualche giorno o anche soltanto qualche ora”. Sono state 23.691 le aziende ispezionate nel 2012, il 16,4 PERCENTO in meno del 2011. In 14.463 di queste sono state riscontrate irregolarita’ che hanno coinvolto 48.508 lavoratori, anch’essi non in regola: il solo Ispettorato del Ministero del Lavoro ha individuato 8.165 nel terzo settore e 1.938 nell’edilizia, 1.351 nell’industria. Primi in classifica per mancato rispetto delle normative sulla sicurezza sul lavoro, i cantieri edili: nel 2012, il 58 PERCENTO e’ risultato irregolare (ovvero 2.318 su 3.966). Seguono, a pari merito, il terziario con il 43 PERCENTO di irregolarita’, ovvero 2.490 su 5.854 ispezioni e l’industria, con 409 realta’ irregolari su 950 posizioni verificate. Subito dopo l’agricoltura con 81 situazioni di irregolarita’ su 199 verificate (41 PERCENTO ). Oltre la meta’ delle irregolarita’ accertate si riferiscono al lavoro nero. Con Roma in testa alla classifica (6.855 lavoratori in nero accertati), seguita a distanza da Latina (1.287) e Frosinone (1.089). ”Il lavoro nero e’ una piaga dura a morire – continua Bombardieri – soprattutto in un periodo di crisi in cui i cassaintegrati hanno superato nella nostra regione le 50 mila unita’ e la soglia della disoccupazione giovanile supera il 40 PERCENTO . Basti pensare che molti dei lavoratori in nero incontrati durante la nostra inchiesta sul campo, quasi tutti stranieri, ci hanno raccontato di aver perso il lavoro nell’arco degli ultimi due anni e alcuni di loro, residenti regolarmente in Italia da anni, hanno rimandato nel Paese d’origine le proprie famiglie”. bet mpd

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