Roma: Uilcom, liquidazione coatta Teatro Opera cronaca morte annunciata

Roma, 25 lug 2014 – ”Apprendiamo dai giornali che e’ stata inserita all’ordine del giorno della riunione del Cda di martedi’ 29 la liquidazione coatta del Teatro dell’Opera di Roma. E’ l’ulteriore passo della cronaca di una morte annunciata di questo teatro lirico, tradizionalmente fondamentale per la cultura della citta”’. Lo ha dichiarato il segretario […]

Roma, 25 lug 2014 – ”Apprendiamo dai giornali che e’ stata inserita all’ordine del giorno della riunione del Cda di martedi’ 29 la liquidazione coatta del Teatro dell’Opera di Roma. E’ l’ulteriore passo della cronaca di una morte annunciata di questo teatro lirico, tradizionalmente fondamentale per la cultura della citta”’. Lo ha dichiarato il segretario generale della Uilcom Lazio, Alessandro Cucchi. ”Le responsabilita’ sono chiarissime – prosegue – alcuni sindacati che rappresentano la minoranza degli iscritti del teatro hanno prima fiancheggiato una gestione che ha causato il pauroso dissesto e poi dimostrato preconcetta avversione nei confronti di chi era stato chiamato a salvare l’Opera dal baratro. Di fronte allo sforzo della maggioranza dei lavoratori e di chi li rappresenta per affrontare gli accordi necessari all’inversione del trend e all’accesso ai fondi previsti dalla legge Bray, di fronte all’impegno per garantire a tutti i lavoratori i livelli salariali conseguiti, di fronte alla ricerca di razionalizzazione dei costi a partire da un robusto sfoltimento dei contratti di collaborazione, c’e’ chi ha detto no. Prima al tavolo, poi con un’incomprensibile raffica di scioperi che hanno causato ulteriori danni sia all’immagine che alle casse del teatro”. ”La liquidazione coatta va assolutamente scongiurata – conclude Cucchi – e assicurata, invece, la continuita’ dell’attuale struttura. Ma se il nostro lavoro dovesse risultare vano, deve essere chiaro che gli atteggiamenti reiterati di pochi stanno rischiando di determinare il destino dei molti lavoratori che quotidianamente si approcciano con impegno e ragionevolezza al loro lavoro e non alla strenua difesa di privilegi anacronistici o, peggio, di torbidi interessi”. bet rus

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