ieri sentenza per confisca alla mafia. "Ferma e netta condanna", dell'assessore Tobia Zevi, Libera: gesto vile e grave
Vandalizzato il bar del centro sportivo don Pino Puglisi di Montespaccato, a Roma. Il raid e’ avvenuto nella notte, all’indomani della conferma della confisca del centro sportivo e di tutti gli altri beni immobiliari riconducibili al clan Gambacurta, disposta dalla Corte di Appello di Roma. Ignoti si sono introdotti all’interno della struttura e hanno danneggiato frigoriferi, finestre e porte del bar, portando via alcuni elettrodomestici e del denaro contante. L’allarme alla Polizia di Stato e’ stato lanciato questa mattina.
“Esprimo una ferma e netta condanna”, ha affermato in una nota Tobia Zevi, l’Assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative di Roma Capitale, “colpire un luogo restituito alla collettivita’, frequentato ogni giorno da bambini e ragazzi, significa colpire un presidio di legalita’, inclusione e riscatto sociale. E’ difficile non collegare quanto accaduto stanotte con la sentenza di ieri della Corte di Appello che ha confermato la confisca definitiva dell’impianto e degli altri beni del clan Gambacurta”. “Saranno le forze dell’ordine a fare piena luce sull’accaduto”, ha aggiunto l’assessore Zevi, “come istituzioni, saremo ancora piu’ determinati e ancora piu’ presenti. Saremo al fianco del Presidente di Asp Asilo Savoia, Massimiliano Monnanni, e dei ragazzi di tutta la comunita’ di Montespaccato. Se qualcuno pensa di intimidire o rallentare questo percorso, si sbaglia. La legalita’ non arretra e va avanti, insieme ai cittadini che ogni giorno la rendono concreta”.
Un gesto vile di intollerabile gravità che colpisce i ragazzi del progetto “Talento e Tenacia” che da alcuni mesi gestiscono il bar del campo sportivo “Pino Puglisi”. Vicinanza e sostegno ai ragazzi del Montespaccato calcio e all’Asilo Savoia. Attendiamo fiduciosi l’esito delle indagini ma non possiamo non evidenziare che il furto con danneggiamento sia avvenuto all’indomani del decreto di confisca da parte della Corte d’Appello ai danni della struttura sportiva riconducibile al clan Gambacurta. Una sola certezza: ennesima intimidazione non riuscirà a fiaccare e indebolire una straordinaria esperienza che ha saputo coniugare legalità e responsabilità, partecipazione e socialità, sport e cittadinanza attiva. E la risposta di tutti noi, associazioni, istituzioni, cittadini sarà sempre la stessa: qualsiasi minaccia sarà rispedito al mittente. Questi atti che si susseguono nel tempo non sono semplici episodi isolati, rappresentano infatti il tentativo di riaffermare un controllo mafioso che la comunità ha già dimostrato di saper respingere con coraggio, consapevolezza e determinazione.”Così in una nota Tatiana Giannone e Gianpiero Cioffredi, rispettivamente responsabile nazionale Beni confiscati di Libera e referente Libera Lazio sull’episodio.