24 Giugno 2021
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Sequestrato il tesoro dei principi Massimo

10.000 opere abbandonate tra topi, intemperie e piccioni

250 casse in cui sono contenute 10.000 opera d’arte, tra cui documenti e mappe geografiche del ‘500 e del ‘600, lasciate in stato di totale abbandono. La Soprintendenza le ha trovate in condizioni “a dir poco vergognose” nella tenuta della famiglia Massimo, il Castello di Arsoli. I sigilli sono scattati dopo che la Soprintendenza ha certificato “l’inosservanza delle prescrizioni di tutela e l’irrimediabile danneggiamento dei beni”. L’operazione è durata due giorni. Mauro Tosti Croce, soprintendente, ha dichiarato che “abbiamo disposto una custodia coattiva dell’archivio Massimo conservato presso il castello della famiglia ad Arsoli, perché le condizioni in cui veniva tenuto erano a dir poco vergognose. Questi beni restano sempre di proprietà dei Massimo, ma sono stati portati in un luogo sicuro, idoneo ad una adeguata conservazione.”

 

Le opere erano “state ammassate in 250 scatoloni – continua Tosti Croce – in un ambiente senza infissi, in balia di pioggia, piccioni, topi, umidità. Ma al momento del trasloco, i legni ormai pregni d’acqua si sono aperti e abbiamo dovuto reimballare tutti i materiali che hanno occupato ben 450 scatole. Il che la dice lunga sulla vastità dell’archivio. L’antico edificio ad Arsoli, anch’esso bene vincolato, soffre di gravissime condizioni di precarietà. Abbiamo verificato che il tetto è in condizioni pessime. Finché non verrà ristabilito l’immobile secondo criteri di sicurezza, l’archivio resterà a Santa Scolastica. Nel corso del tempo abbiamo fatto vari sopralluoghi, dettato disposizioni perché finisse questo stato di degrado spaventoso, abbiamo ripetuto le prescrizioni per ben tre volte e per tre volte disattese. Alla fine siamo dovuti intervenire”.

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