Tor Sapienza,appello di Torre a Tronca:stop a roghi e campi lager

Il presidente del CdQ su Alemanno, Gabrielli e i disagi sociali del quartiere

Aria irrespirabile, disagio sociale e un senso diffuso di rabbia e indignazione tra la cittadinanza.

E’ riassunto con questi tre concetti il pensiero di Roberto Torre sul grande incendio di domenica notte nell’insediamento abusivo di Via Collatina. A Radiocolonna il presidente del Comitato di Quartiere Tor Sapienza ha espresso tutto il proprio disappunto verso un episodio – l’ennesimo – che mette in pericolo l’incolumità dei cittadini e la stabilità sociale di tutto il Municipio V di Roma. “Denunciamo da anni i roghi tossici e gli accampamenti abusivi a Tor Sapienza ma sembra che ogni anno l’asticella del disagio invece che scendere aumenti – ha raccontato Torre – ma attenzione: la gente si sta stancando. La situazione è divenuta insostenibile”. Nella notte del 10 gennaio è divampato un incendio nel seminterrato dell’ex pastificio di Via Petiti occupato di famiglie rom, un rogo violentissimo che ha costretto anche l’evacuazione parziale dello stabile limitrofo dove sono ospitati rifugiati politici. L’episodio di due giorni fa ha reso quasi impossibile l’intervento dei vigili – a causa dell’aria nauseabonda – sino a ieri pomeriggio e s’è aggiunto al triste palmares che vanta il quartiere: oltre 200 denunce in pochi mesi per i roghi tossici. “Il presidente del Municipio Palmieri non è il vero responsabile di queste scempio urbano e sociale – ha proseguito Torre – la colpa è della politica degli ultimi anni che ha abbandonato Tor Sapienza a se stessa.

Duro anche nei confronti del prefetto di Roma Franco Gabrielli, reo di aver alzato le mani di fronte ai problemi del quartiere lasciando intendere che, a suo avviso, la situazione potrebbe rimanere così. Discorso diverso per quanto riguarda il commissario Tronca che “secondo quanto riferito da Palmieri è convinto che si debbano dislocare alcune realtà difficili presenti sul territorio”. Capitolo politica romana: il presidente del CdQ Tor Sapienza ritiene assurdo lo stanziamento di 24 milioni presenti nell’ultimo bilancio per i campi rom “perché l’integrazione si fa in un altro modo, non con campi-lager o con persone costrette a vivere dentro container”.

Alemanno da sindaco è venuto qui solo una volta a mangiare la polenta dalle suore – ha raccontato il presidente – una volta durante una manifestazione mi ha chiesto dove fosse il campo rom dopo che era stato 5 anni sindaco..”. Più soft il giudizio su Marino ritenuta “una brava persona che s’è fatta trascinare nel polverone di Mafia Capitale” e che è diventato, nel tempo, troppo influenzabile e mal consigliato. Come quando ha visitato il Comitato Morandi-Cremona convinto che rappresentasse l’intero quartiere di Tor Sapienza.. (Giacomo Di Stefano)

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