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Tragedia Crans-Montana, l’ultimo saluto di Roma a Riccardo Minghetti

Al Torrino una messa in ricordo dello studente romano. I funerali il 7 gennaio nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo

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In un clima di silenzio e profonda commozione composta, dalla Sala di rappresentanza del 31/esimo Stormo dell’Aeronautica militare, i ministri degli Esteri Antonio Tajani, e dello Sport, Andrea Abodi, il capo dipartimento della protezione civile, Fabio Ciciliano, ed il prefetto Lamberto Giannini, seguiti da alcuni familiari di Riccardo Minghetti, hanno raggiunto il C130 che si è fermato ad una distanza di alcune decine di metri. Quindi sono saliti a bordo dove si sono fermati alcuni minuti prima della discesa, alle 15.36, del feretro, di color noce chiaro, con la salma di Riccardo Minghetti, che è poi stato caricato su un carro funebre. I familiari hanno toccato la bara, poi gli abbracci tra loro ed i saluti con le Autorità. Poco prima il feretro ha ricevuto la benedizione del cappellano militare del 31/mo Stormo, Don Sergio. Quindi il carro funebre ha lasciato alle 15.48 lo scalo romano. La giovane vittima, studente di una scuola superiore dell’Eur, era a Crans-Montana insieme alla sorella ed all’amico Manfredi Marcucci, anche lui 16enne e ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano.

“Se mi ami, il tuo sorriso é la mia pace”. È una preghiera collettiva quella al Torrino, nella parrocchia di San Giovanni Battista De La Salle. Una messa per Riccardo Minghetti, lo studente romano di 16 anni morto nella tragedia del Costellation a Crans-Montana, in Svizzera. Sono più di 200 le persone presenti, la sala è gremita, il dolore palpabile e composto. Sono in buona parte ragazzi e ragazze, coetanei di Riccardo, ma anche genitori e comunità scolastica. Ci sono le compagne delle medie e tutto il suo liceo, lo scientifico Stanislao Cannizzaro all’Eur. “Riccardo vive in tutti noi”, si legge su un cartello preparato dalla sua classe. “La sua morte, la morte di così tanti ragazzi e ragazze, é una cosa assurda”, dice don Giulio Barbieri. Alle sue spalle una rappresentazione della risurrezione di Cristo. “Pregate come preferite, va bene tutto. Lui, Gesù, è morto e risorto. L’unica cosa che posso pensare è che Riccardo è in paradiso adesso. Che il paradiso esiste. È una certezza, l’unica per non impazzire di fronte a queste morti”, dice don Giulio. E poi la preghiera. “Continua a chiamare il mio nome. Non sono sparito, sono nella stanza accanto”. La commozione é negli occhi, giovani e meno giovani. “Un ragazzo solare, sempre soridente. Dico sempre di lui che è uno di quei tipi che capiscono tutto, è intelligente ma non si applica”, racconta una sedicenne: erano insieme alle medie, dice, e Riccardo era il suo migliore amico. Ci sono anche i compagni e le compagne della sorella Matilde, 14 anni. “Eroica, le siamo tutti vicini”, dice una mamma. La sera di San Silvestro Matilde era con Riccardo. Subito dopo il rogo ha scavato a mani nude tra le macerie nella speranza di ritrovarlo vivo. “Saremo qui al funerale anche per starle vicino, a lei e alla famiglia. Non oso immaginare cosa stiano passando “, dice un compagno di Matilde. Le esequie si terranno il 7 gennaio nella Basilica dei Santi Pietro e Paolo.

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