18 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Ai Mercati di Traiano apre Lapidarium di Gustavo Aceves

Quaranta sculture dall'Arco di Costantino fino ai Mercati di Traiano

Il dramma di migliaia di persone in fuga dai propri paesi per necessità di sopravvivenza e la conseguente emergenza migratoria, una delle questioni più pressanti e dibattute del nostro tempo, sono al centro della mostra di scultura monumentale Lapidarium dell’artista messicano Gustavo Aceves.

Uno degli obiettivi di Lapidarium è portare l’attenzione sul tema della sofferenza dei popoli, sia contemporanei, sia del passato, ricordando all’osservatore che parte del benessere e del livello di civiltà in Occidente derivano dallo sfruttamento altrui. 



Quaranta sculture singole, alte dai 3 agli 8 metri, si snodano dall’Arco di Costantino fino a piazza del Colosseo e ai Mercati di Traiano. Presentata in anteprima nel 2014 a Pietrasanta, dove nelle rinomate fonderie e laboratori sono state realizzate le opere, la mostra è stata “inaugurata a Berlino nel 2015 in occasione della commemorazione della fine della seconda guerra mondiale”, ha spiegato l’artista. Roma è quindi la seconda tappa di un tour intorno al mondo che si concluderà a Città del Messico nel 2018 con la realizzazione di un totale di 100 opere differenti. Altre tappe nel 2017 saranno Istanbul, Parigi, Venezia e molte città ispirate e riprese dallo storico viaggio della Quadriga di San Marco.

 

Lapidarium schiera un vero e proprio esercito di sculture equestri in bronzo, marmo, legno, ferro e granito adagiate in scheletri di imbarcazioni evocando l’immagine di un monumento ai ‘vinti’ e all’instabilità del tempo in cui viviamo. 

Le sculture hanno colori differenti: bianco, rosso, nero e verde.

“I colori dei diversi materiali utilizzati assumono un significato preciso – ha spiegato Francesco Buranelli, curatore della mostra – diventano riferimento topografico per identificare i mari attraversati dalle migrazioni storiche. Il Mar Mediterraneo o anche Mare Bianco dei Turchi è rappresentato dai cavalli bianchi, il cavallo rosso rappresenta il Mar Rosso che si aprì agli ebrei e che oggi si chiude al ritorno dei ‘senza terra’. Il cavallo nero, fatto con legno e sassi imbrattati dal catrame dei nostri mari allude al Mar Nero, via di passaggio delle antiche migrazioni da e per l’Oriente. Il cavallo verde, livido come la morte, racconta il mare senza vita del Mar Morto”.



Quattro mari per quattro cavalli monumentali che nel simbolismo evocano i quattro mali che affliggono l’umanità come nella suggestione offerta all’artista dalla lettura dell’Apocalisse di Giovanni in cui si racconta che ‘Guerra, pestilenza, morte e carestia’ porteranno alla distruzione del mondo.

“Lapidarium è il monumento dei vinti – ha concluso Buranelli – uno spazio muto di riflessione di cui ognuno di noi può appropriarsi”.

Lapidarium impone all’osservatore di esaminare i valori su cui è fondato il concetto occidentale di civiltà ed è il perfetto connubio della vita dell’artista Aceves che ha colto l’ispirazione durante un viaggio in Nigeria dove è rimasto colpito dalla brutalità del regime e che ha in prima persona vissuto da vicino il confine più difficile da superare, quello tra Messico e Stati Uniti.



“È un’opera che affonda le radici nella storia – ha spiegato Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente capitolino ai Beni Culturali – il cavallo è compagno dell’uomo nelle fasi di conquista ma anche di sconfitta. Roma aveva una quantità enorme di monumenti equestri che onoravano i vincitori, ma nello stesso tempo scandivano la sconfitta subita dai popoli conquistati. Questa mostra è molto importante dal punto di vista evocativo, racconta molto più delle immagini che sono davanti ai nostri occhi ogni giorno il dramma delle migrazioni, per di più attingendo a una tradizione iconografica molto antica”. 



La mostra, promossa dall’assessorato alla Crescita culturale di Roma, dalla Sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali e dall’Ambasciata del Messico con il supporto del Mibact, sarà inaugurata alle 18.30 del 15 settembre e sarà aperta al pubblico dal 16 settembre, fino all’8 gennaio tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30. La biglietteria è ai Mercati di Traiano, Museo dei Fori Imperiali e i costi variano tra i 10 e i 14 euro.

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