Al Quirinale i Tesori recuperati dall'Arma dei Carabinieri

Una mostra restituisce al pubblico 101 opere, dall'arte etrusca al Settecento

 

Un vaso di Andromeda trafugato da un sito sardo e ritrovato in un porto franco di Ginevra. Gli argenti della Cappella del convento di Chiusa recuperati a Campione d’Italia. La testa di marmo dell’imperatore Tiberio spostata da Anacapri a Londra, e camuffata con rifacimenti per evitarne il riconoscimento. Sono soltanto tre delle 110 opere, che coprono un arco temporale compreso fra l’arte etrusca arcaica e il Settecento, esposte al Quirinale nella sala degli Scrigni, nella Sala di Ercole e nella Sala degli ambasciatori.

‘La memoria ritrovata’ è una mostra doppiamente preziosa, perché al valore artistico inestimabile dei pezzi mostrati finalmente al pubblico, abbina l’omaggio al lavoro svolto dai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale che hanno lavorato con professionalità e caparbietà per recuperare questi tesori e restituirli alla comunità. C’è il generale Mariano Mossa a capo del nucleo di Tutela, centro di eccellenza e di riferimento nel bacino del Mediterraneo, e anche altrove nel mondo. Il Palazzo del Quirinale durante la presidenza di Giorgio Napolitano ha accolto oltre un milione di visitatori. Un numero consistente, pari a circa 536.000 presenze, è stato spettatore di esposizioni prestigiose con quella in corso curata dal prof. Louis Godart. Il consigliere del Presidente per la Conservazione del patrimonio artistico sottolinea i danni collaterali provocati dall’aggressione al nostro patrimonio, un’attività illecita che occupa il quarto posto nel giro d’affari della criminalità dopo le armi, la droga e i prodotti finanziari.

‘La memoria ritrovata’, Palazzo del Quirinale, fino al 16 marzo.

Nella foto di copertina: Pisside in rame dorato con ornamenti in filigrana d’argento, corallo e vetri colorati a imitazione di smeraldi e zaffiri. Bottega napoletana della fine del secolo XVII.

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