20 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Barbie – The Icon, la mostra sulla bambola mitica sbarca a Roma

Dopo il Mudec e prima del Louvre, al Vittoriano la retrospettiva

Barbara Millicent Roberts ha 56 anni, ma li porta benissimo: è alta più o meno 29 centimetri, ha fatto 186 lavori diversi, ha sei cavalli, tre pony, un levriero amano, barboncini, tre cagnolini e due gatti. Barbara è conosciuta in tutto il mondo come Barbie: la bambola più famosa del mondo è protagonista di una mostra a lei dedicata appena arrivata a Roma. Dopo il passaggio al MUDEC di Milano, Barbie: The Icon arriva a Roma. Sin dal suo esordio, il 9 marzo del 1959 alla New York International Toy Fair, Barbie è sempre stata un’icona di stile: da sempre le bambine si sono divertite a inventare nuovi stili, ad alternare e ad avvicinare look totalmente diversi. La mostra è stata organizzata da Arthemisia Group in collaborazione con 24 Ore Cultura.

Ad aprire la mostra una sala introduttiva, Semplicemente Barbie, dove ritroviamo otto pezzi iconici per ogni decade dal 1956 a 2016. La prima sezione della mostra, invece, porta  il visitatore dalla primissima Barbie agli ultimissimi modelli sempre tenendo presente la moda. Questa sezione è accompagnata da una timeline dettagliata, perché Barbie meglio di qualsiasi altro oggetto ha saputo rappresentare i cambiamenti della società. La sezione continua con 100 modelli diversi che ripercorrono tutti i diversi stili della bambola più famosa al mondo. A crearla è stata Ruth Handler, morta nel 2002, moglie del fondatore della Mattel, partner della mostra, l’idea le è venuta osservando la figlia Barbara: la piccola non voleva più giocare con le bambole di pezza, ma si divertiva a ritagliare le foto delle dive dalle riviste. Ecco che Ruth ha un’intuizione: creare una bambola che s’ispiri alle dive del grande schermo. È nata così Barbie.

La seconda sezione porta al Vittoriano una lunga passerella dove ritroviamo Barbie vestita da i nomi più grandi della moda. Se prima s’ispirava alla moda, Barbie dagli anni 80 in poi, è la moda. Il primo a realizzare degli abiti ad hoc per Barbie è stato Billy Boy, ritratto poi da Andy Warhol, nel 1986, già dall’anno prima la Mattel aveva stretto un accordo con Oscar de la Renta che crea i primi quattro abiti da acquistare separatamente. E dopo De la Renta sono una serie di mostri della moda che si seguono: Versace, Dior, Gucci, Calvin Klein, Vivienne Westwood, Prada, Givenchy… Tutti hanno vestito la Barbie.

Non solo moda, Barbie, sin dal suo primo modello Career Girl è sempre stata una ragazza in carriera. In 56 anni di vita, Barbie ha avuto 186 lavori diversi. I can Be. Barbie Carriers racconta quest’anima della bambola californiana. Come ricorda la sua creatrice, Ruth Handler: “Barbie è sempre stata il simbolo della donna che può scegliere. Persino durante i suoi primi anni, Barbie non ha dovuto accontentarsi di essere semplicemente la ragazza di Ken o una accanita amante dello shopping. Barbie disponeva degli abiti per intraprendere una carriera da infermiera, assistente di volo o cantante di nightclub”. Non solo abiti, Barbie rappresenta che volere è potere: “La filosofia che ruota intorno a Barbie, icona del mondo contemporaneo, ha fatto sì che le bambine potessero immaginare di fare ciò che desideravano. Con Barbie ogni donna ha sempre saputo di avere infinite possibilità. Tutto è possibile”. Ecco che Barbie diventa astronauta qualche anno dopo Valentina Tereshkova, lavora per l’Unicef, nel 1989 si arruola e si candida alla presidenza degli Stati Uniti nel 1998 e dieci anni più tardi la vediamo campionessa di basket nella WNBA e pilota del circuito NASCAR.

Una bella sezione della mostra è dedicata alle diverse Barbie del mondo, sin dal 1964, Barbie ha sposato diverse culture ed etnie. In una carrellata facciamo il giro del mondo e scopriamo che esistono delle Barbie speciali create per celebrare la fine della Guerra Fredda e la caduta del Muro di Berlino. In una sezione che permetterà di entrare nella casa di Barbie (!) scopriamo la famiglia della bambola californiana: Ken, creato nel 1961 e lasciato una quarantina di anni dopo per Blaine (tranquilli, sono tornati insieme), Skipper, Tutti, Stacie, Shelley e Krissy. Le cugine Mod Francie, Jazzie e i cugini. Le amiche di Barbie, ispirate a diverse etnie come Teresa, Kila e Kayla. Il mondo rosa di Barbie vi si apre e potete ammirare la Dream House, sogno di ogni bambina dagli anni ’60 a oggi, il Catamarano, la Speed Boat, il suo aereo, la Ferrari e una nuova 500, tutto rigorosamente sui toni del fucsia. Per quanto riguarda l’allestimento è stato innovativo per Peter Bottazzi che si occupa da molto tempo di mostre al Vittoriano: “Raramente il progettista ha la possibilità di cimentarsi nell’esporre e raccontare un unoco elemento, uguale per misura e forma, ripetuto in innumerevoli varianti ecolori, ma pur solo variante di un unico modulo”. 

Chiude la mostra una sezione dedicata alle icone: Barbie è di per sé un’icona, come la Gioconda, come scrive Valerie Steele nel saggio contenuto nel catalogo della mostra (edito da Skira): “Come la Gioconda, la cui immagine è stata liberata dal Louvre per entrare nella cultura popolare, la bambola Barbie è diventata un’icona cultura familiare”. L’ultima sezione celebra Barbie versione icona, sin da Twiggy, Barbie ha vestito i panni di altre dive, dive di ogni era storica: Barbie è diventata Maria Antonietta, Elisabetta I, Cleopatra passando per Cher, Marilyn Monroe, Tippi Hedren, Grace Kelly, Dorothy e il suo regno di Oz fino ad Audrey Hepburn.

Barbie, una mostra per grandi, piccoli, donne e uomini, tutti in fila per vedere la più piccola e grande diva: Barbara Millicent Roberts vi aspetta… e per una volta non perdete le scarpine. 
 

Barbie – The Icon
dal 15 aprile al 30 ottobre
Complesso del Vittoriano – Ala Brasini
via San Pietro in carcere – Fori Imperiali
lun – gio 9:30 – 19:30 ven – sab 9:30 – 22 domenica 9:30 – 20
Biglietti:
intrero 12 euro, ridotto 10 euro
(Speciale famiglia) adulto 10 euro, bambini 5 (dai 4 agli 11 anni)

c.la.

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