18 Giugno 2021
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Con Flumen domenica alla scoperta dei sotterranei di S.Cecilia

Ritrovo domenica 21 febbraio alle 10:30 in Piazza di Santa Cecilia

La leggenda vuole che la chiesa sorga sulla casa familiare di Cecilia, “vergine illustre, nata da nobile stirpe romana”, suppliziata verso il 220. La Legenda Aurea narra che papa Urbano I, che aveva convertito il marito di lei Valeriano ed era stato testimone del martirio, “seppellì il corpo di Cecilia tra quelli dei vescovi e consacrò la sua casa trasformandola in una chiesa, così come gli aveva chiesto”. Il Titulus Caeciliae è in effetti attestato già dal V secolo. All’inizio del IX secolo papa Pasquale ebbe in sogno la visione di Cecilia che gli rivelava la propria sepoltura: fece quindi erigere la chiesa in forma basilicale sul luogo della precedente e vi traslò il corpo. Durante i lavori di ristrutturazione effettuati nel 1599 fu aperto il sepolcro di marmo e nella ulteriore cassa di cipresso che esso racchiudeva si ritrovò il corpo integro, vestito di bianco e con il segno delle ferite sul collo. L’evento fu considerato miracoloso e anche papa Clemente VIII venne a constatarlo. Stefano Maderno fu incaricato di riprodurre la figura così come era stata ritrovata. L’eccezionale opera in marmo pario, ancor oggi esposta sotto l’altar maggiore, ne è il risultato.

Al di sotto della basilica, a una profondità di circa 5 metri, sono stati rinvenuti resti di una domus del II secolo a.C. e tracce di lavori successivi che portarono la domus, in tutto o in parte, ad essere convertita in una grande insula in concomitanza con l’affollamento urbano che caratterizzò la zona di Trastevere in epoca imperiale romana. L’insula utilizzò in parte murature preesistenti, ponendo il cortile al posto dell’atrium antico, e presenta tracce di una strada, di una scala d’accesso, di un’aula e di un piccolo impianto termale interno, presumibilmente privato, nonché di pavimentazioni. Modifiche ulteriori vennero apportate con l’uso cristiano dell’immobile nei secoli successivi: una sala con una vasca circolare fu trasformata in un battistero esagonale rivestito di marmo. Accanto a questa è il balneum che la tradizione indica come luogo di martirio di Cecilia.

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