Ferrari: tra MAXXI e Auditorium sogno un grande polo culturale

Il patron del Festival: a Roma manca uno spazio dedicato al cinema

Sceso il sipario sull’ottava edizione del Festival Internazionale del Cinema di Roma anche quest’anno non sono mancate le polemiche. Dal miglior film assegnato all’italiano “Tir” e diretto da Alberto Fasulo ai riconoscimenti come miglior attrice non protagonista vinto da Scarlett Johansson. Oltre a qualche critica sui riconoscimenti in molti hanno sottolineato come quest’edizione sia stata “ridotta all’osso”, con meno sale e costi di biglietteria troppo alti per il pubblico. Un tasto su cui interviene ai microfoni di RadioColonna anche l’assessore alla Cultura della Regione Lazio, Lidia Ravera, che annuncia: “Dall’anno prossimo (prima edizione organizzata sotto l’egida della giunta Zingaretti, ndr) molte cose cambieranno”.

I numeri ufficiali comunque mostrano un aumento nella vendita al pubblico dei biglietti del 20%, anche se molti dei romani in fila  non hanno potuto spendere gli oltre quindici euro per le proiezioni in sala Santa Cecilia. Il patron della kermesse, Paolo Ferrari, sogna ora un grande polo nell’area dell’Auditorium che inglobi anche il MAXXI, il Palazzetto dello Sport e le caserme di via Guido Reni dedicato alla cultura e al cinema.

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