Categorie: Cultura e spettacolo

Galleria Borghese, ecco cosa prevede il progetto per il nuovo padiglione

Il concorso cercherà un vincitore entro dicembre: fino a tremila metri quadrati di nuovi spazi, auditorium, depositi visitabili e aree di accoglienza. Il conto finale: tra 9 e 10 milioni di euro

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È partito ieri il concorso internazionale di idee per l’ampliamento della Galleria Borghese. Come riporta il dorso romano de La Repubblica, il bando cercherà un vincitore entro dicembre: fino a tremila metri quadrati di nuovi spazi, per un investimento stimato tra i 9 e i 10 milioni di euro. Cosa cambierebbe concretamente alla Galleria Borghese con il nuovo padiglione? La direttrice Francesca Cappelletti ha le idee chiare: servono un auditorium per conferenze ed eventi, un’area di accoglienza dove i visitatori possano prepararsi alla visita prima di entrare, spazi dedicati al restauro delle opere e — soprattutto — nuove sale espositive per le oltre 200 opere oggi chiuse nei depositi e mai viste dal pubblico. Il tutto in un edificio autonomo da realizzare nelle immediate vicinanze del museo, oppure attraverso interventi integrati nel parco, purché compatibili con i vincoli storici, paesaggistici e archeologici che tutelano Villa Borghese.

Per arrivare a questo risultato, nei prossimi giorni verrà pubblicato il bando di un concorso internazionale di idee aperto a studi di architettura di tutto il mondo. La gara si articola in due fasi: prima una selezione aperta in cui ogni studio può presentare una proposta preliminare, poi una finale tra cinque candidati che svilupperanno il progetto definitivo, valutato in forma anonima da una giuria di esperti tramite la piattaforma dell’Ordine degli Architetti di Roma. L’obiettivo è individuare un vincitore entro dicembre.

Scegliere il progetto, però, non vorrà dire aprire il cantiere. Prima di qualsiasi lavoro sarà necessario ottenere tutte le autorizzazioni previste dai vincoli di tutela, attraverso conferenze dei servizi e iter burocratici che potrebbero richiedere tempo. Solo al termine di questo percorso si potrà valutare se procedere con la realizzazione, stimata tra i 9 e i 10 milioni di euro. Una cifra che la società di ingegneria Proger – che ha messo 875mila euro per avviare il concorso, con Francesco Rutelli alla guida della sua divisione culturale – ha già detto di non voler coprire.

Il progetto dovrà rispettare criteri di sostenibilità ambientale. Rutelli, per smontare le opposizioni, cita il Victoria and Albert Museum di Londra, che ha ampliato i propri spazi con una nuova sede distaccata. Il punto, sostiene, è che il concorso non impegna le istituzioni a nulla: possono raccogliere le proposte e poi decidere liberamente se darvi seguito.