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Galleria Borghese, parte il concorso internazionale sul futuro del museo: già polemiche su ampliamenti e accessibilità

promosso da Comune di Roma e Ministero della Cultura con sponsorizzazione tecnica di Proger. Obiettivo: maggiore accessibilità e valorizzazione degli spazi. Ma il progetto preliminare scatena già discussioni sul possibile impatto sul contesto storico

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È partito un concorso internazionale di idee per immaginare il futuro della Galleria Borghese, uno dei musei più importanti di Roma e scrigno della collezione avviata dal cardinale Scipione Borghese nel Seicento. L’iniziativa nasce dall’intesa tra Comune di Roma e Ministero della Cultura e punta a definire nuove soluzioni per l’accessibilità e la fruizione degli spazi.

Il concorso, sostenuto dalla sponsorizzazione tecnica di Proger, prevede una preselezione internazionale e successivamente la selezione di cinque studi di architettura e ingegneria invitati alla fase progettuale in forma anonima. L’obiettivo è arrivare a un vincitore entro la fine dell’anno.

«Non so dove si farà il nuovo spazio, trovare la soluzione è complicato e per questo è giusto che si cimentino le più grandi menti del pianeta», ha spiegato il Ceo di Proger Marco Lombardi, sottolineando che il progetto finale sarà poi valutato dalle istituzioni competenti.

Il cuore della riflessione riguarda l’accessibilità del museo. Attualmente la Galleria Borghese può ospitare un massimo di circa 1.800 persone contemporaneamente, inclusi gli spazi di accoglienza. Le modalità di ingresso, in particolare le code last minute, consentono numeri molto limitati di accesso.

Per la direttrice Francesca Cappelletti, il tema centrale non è il numero di biglietti ma la qualità dell’esperienza: «Il focus è sulle persone e non sul numero dei biglietti». L’obiettivo dichiarato è rendere la visita più estesa e inclusiva, anche per le persone con disabilità, oltre a valorizzare opere oggi non esposte, conservate nei depositi.

Tra le ipotesi allo studio anche la realizzazione di spazi didattici o un auditorium per incontri e attività culturali.

L’avvio dello studio preliminare ha però già generato polemiche, legate al timore di possibili interventi invasivi su un complesso storico fortemente vincolato.

La direttrice Cappelletti ha invitato alla prudenza: «Mi aspettavo una grande discussione e ne sono felice, ma in questa fase è prematuro: si commenta un progetto che ancora non esiste». Ha inoltre ribadito che l’intenzione è lavorare nel pieno rispetto del contesto storico, paesaggistico e architettonico.

Anche dal Comune di Roma arriva la linea della cautela: la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli ha ricordato che l’avvio del concorso è accompagnato da una memoria firmata dagli assessorati competenti per garantire un percorso rigoroso e controllato.

Nel dibattito si inserisce infine il richiamo di Francesco Rutelli, responsabile della divisione Art&Culture di Proger, che cita modelli internazionali di ampliamento museale e invita a non temere il confronto sulle idee, sottolineando che il progetto potrà comunque essere bocciato dalle istituzioni se non ritenuto adeguato.