Fulcro della mostra è rappresentato dal “Diario di Noa Noa”, testo emblematico del periodo trascorso da Gauguin in Polinesia, nel quale l’artista condivide la propria esperienza lontano dall’Europa
Roma ospita in questi mesi una mostra di grande interesse dedicata a Paul Gauguin, figura centrale dell’arte moderna e tra gli interpreti più radicali del superamento dell’estetica occidentale ottocentesca. L’esposizione, allestita presso il Museo Storico della Fanteria, propone un percorso che approfondisce non solo la produzione artistica del maestro francese, ma anche il suo pensiero, la sua scrittura e la dimensione esistenziale che ha accompagnato la sua ricerca.
Il fulcro della mostra è rappresentato dal “Diario di Noa Noa”, testo emblematico del periodo trascorso da Gauguin in Polinesia, nel quale l’artista racconta la propria esperienza lontano dall’Europa, tra suggestioni simboliche, osservazioni antropologiche e riflessioni intime. Attorno a questo nucleo narrativo si sviluppa un itinerario espositivo articolato, che riunisce disegni, incisioni, litografie, stampe e documenti, offrendo una lettura ampia e stratificata della sua opera.
Le sale del museo accolgono lavori che testimoniano l’evoluzione stilistica di Gauguin e la sua volontà di rompere con le convenzioni artistiche del tempo. Linee essenziali, colori intensi e forme semplificate diventano strumenti per rappresentare una realtà filtrata attraverso il mito, la spiritualità e l’immaginazione. Lontano dal naturalismo, l’artista costruisce un linguaggio visivo personale, nel quale il riferimento al mondo polinesiano si trasforma in una ricerca universale sul senso dell’esistenza.
Un aspetto rilevante dell’esposizione è l’attenzione riservata alla dimensione autobiografica dell’artista. I taccuini, le annotazioni e le opere su carta permettono al visitatore di entrare nel laboratorio creativo di Gauguin, restituendo il ritratto di un uomo inquieto, in costante tensione tra desiderio di libertà e isolamento. Ne emerge una figura complessa, segnata dal rifiuto della società europea e da un continuo confronto con culture percepite come alternative al modello occidentale.
Il percorso è completato da materiali che contestualizzano l’esperienza polinesiana, offrendo uno sguardo sui luoghi e sulle atmosfere che hanno ispirato l’artista. Questo dialogo tra opere e contesto contribuisce a rendere la mostra accessibile anche a un pubblico non specialistico, senza rinunciare al rigore storico e critico.
Con questa esposizione, il Museo Storico della Fanteria si conferma spazio espositivo capace di ospitare progetti culturali di respiro internazionale. La mostra su Gauguin rappresenta un’occasione significativa per il pubblico romano e per i visitatori della capitale: un invito a riscoprire un artista che ha fatto della distanza geografica e culturale uno strumento di profonda innovazione artistica.