14 Giugno 2021
Il meteo a Roma

I confini dell’antica Roma sbarcano su Google Maps

Incisioni, targhe e pietre sparse per il mondo raccolte in un database digitale

C’è una stele che proviene dalla Dacia (Romania) risalente al 200 d.C., una serie di incisioni rinvenute lungo il Mar Rosso sino in Yemen e centinaia di reperti sparsi per l’Anatolia, l’attuale Turchia. Un grande lavoro di archeologia digitale ha raccolto in un database la moltitudine di reperti romani sparsi tra l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente e ha tracciato su Google Maps i confini ideali della potenza romana.

 

Un progetto realizzato grazie a un pool di epigrafisti – come Anna Kolb – che hanno tappezzato l’Eurasia di puntini rossi, un ricordo storico che sopravvive grazie a reperti archeologici lasciati dalla presenza romana in province dell’impero o su territori conquistati. L’impatto visivo è spettacolare, una mappa dell’antica Roma costruita grazie a epigrafi, pietre, incisioni e tracce storiche di qualsiasi genere. Tuttavia la mappatura è solo una parte del progetto epigrafico che ha raccolto foto, ordinato, descritto e raccontato ogni dettaglio conosciuto del reperto.

 

Tra questi troviamo una splendida stele trovata a Sabratha, Libia, conservata a Tripoli e risalente al 216 che oggi non sappiamo se è sopravvissuta alla guerra civile libica ma che continua a vivere in Rete grazie al lavoro di studiosi di buona volontà che hanno messo le proprie conoscenze al servizio del digitale per far conoscere bellezze lontane, spesso disperse o distrutte. Da oggi Google non servirà solo a fare ricerche personali, trovare notizie o vedere itinerari. Da questo momento il colosso di Mountain View ci aiuterà a trovare il reperto romano più vicino durante un viaggio nel Regno Unito o nella Penisola Arabica. (Giacomo Di Stefano)

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