17 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Il Giubileo chiude ma ebrei e musulmani manifestano

Alla vigilia del voto anche i problemi religiosi assediano Renzi

 

Mentre si avvia a conclusione l’Anno Santo della Misericordia di Papa Francesco con l’esortazione alla compostezza e al dialogo, ebrei e musulmani scelgono di manifestare in piazza a Roma.

 

Davanti alla sede dell’Unesco, in piazza Firenze, si è protestato contro la risoluzione che ha negato l’ identità ebraica di alcuni siti di Gerusalemme, fra i quali il muro del pianto, considerato il luogo più sacro dagli ebrei di tutto il mondo.

 

Mentre un migliaio di musulmani si sono radunati a pregare davanti al Colosseo, uno dei simboli della Cristianità, per attirare l’attenzione sulla chiusura di molte moschee spontanee disseminate nella Capitale.

 

Gli osservatori più attenti non mancano di rilevare come dietro la battaglia per i luoghi santi si nasconda una propaganda che impedisce il dialogo e quindi la pace. Non è nemmeno sfuggita la disattenzione voluta del Vaticano che sarebbe potuto intervenire per rivendicare  a Gerusalemme i luoghi di culto dei cattolici.

 

Non ha però perso l’occasione di cavalcare la protesta degli ebrei il premier Matteo Renzi, che ha promesso di cambiare l’astensionismo dell’Italia  e di votare contro la risoluzione dell’Unesco definita ‘’allucinante ‘’ e considerata sfacciatamente pro-palestinesi e contro Israele. 

 

Ma per non sembrare solo opportunista, tenuto conto del voto sulla riforma della costituzione alle porte, come suggerisce anche l’attore e scrittore ebreo Moni Ovadia intervistato da ‘’La Repubblica’’, Renzi dovrebbe farsi promotore di una conferenza di pace in Europa. ‘’Fu proprio in Europa – ricorda – che avvenne l’Olocausto: il nostro Continente ha un debito morale in questo senso.’’

 

Altrettanto importante sarebbe costruire una politica religiosa dell’Islam italiano e rispondere quindi all’accusa della mancanza di una volontà politica per risolvere il problema della libertà di culto. I musulmani lamentano  infatti la progressiva chiusura di tante Moschee ‘’private’’, in nome di vincoli urbanistici e destinazioni d’uso. 

 

Certamente la crescita economica è importante, ma perché oggi sia ‘’sostenibile’’, ossia durevole nel tempo, diventa cruciale risolvere le problematiche connesse alle religioni,  tanto più se riconducibili a una potenza economica e militare come Israele a quella  terroristica come l’Isis e alla disperazione dei migranti in fuga.    (Claudio Sonzogno) 

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