14 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Martin Soto Climent al Museo Canonica

la prima personale dell’artista per il nuovo ciclo espositivo Fortezzuola

Con la mostra dedicata a Martin Soto Climent, la prima personale dell’artista presso una pubblica istituzione in Italia, prende avvio al Museo Pietro Canonica di Roma un nuovo ciclo espositivo dal titolo Fortezzuola, promosso da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Il progetto, ideato e a cura di Pier Paolo Pancotto, è volto a riflettere sul rapporto tra protagonisti dell’arte contemporanea internazionale e l’Italia e offre al pubblico l’opportunità, per la prima volta, di apprezzare la produzione di esponenti particolarmente rappresentativi della creatività odierna ma scarsamente presenti, se non del tutto assenti, nella scena espositiva pubblica italiana. Ancora oggi molti artisti stranieri si confrontano con il contesto storico e culturale italiano, rinnovando un’antica tradizione e reinterpretandone canoni e modalità esecutive.

 

 

Ciascun autore è chiamato a realizzare un intervento originale concepito espressamente per le sale del museo, in stretta relazione alle loro caratteristiche storiche e strutturali. In sintonia con le linee guida generali di Fortezzuola, Martin, dopo aver soggiornato a più riprese a Roma, ha concepito un progetto ispirato al contesto storico e culturale del Museo Pietro Canonica. Il progetto coinvolge l’intera sede museale e rappresenta una versione più monumentale e articolata della consueta pratica operativa dell’artista tesa a riflettere sulle problematiche che affliggono la società contemporanea attraverso le manifestazioni che la medesima società produce a partire dagli oggetti della vita quotidiana e pone essi in relazione con materiali (tela, carta, vernice, inchiostro, fotocopie) e tecniche (pittura, disegno, fotografia) differenti dando vita a installazioni complesse, aperte a vari livelli di lettura.

 

 

Nell’occasione, Martin trae spunto dall’opera di Canonica, espressione, a suo modo, del proprio contesto culturale e sociale e pone questo in parallelo al proprio. In particolare, egli focalizza l’attenzione, la sua opera di scultore e, considerando l’ampia articolazione semantica che la sottende (valore storico, simbolico, intellettuale, politico), crea attorno ad essa un percorso visivo site specific sviluppato con atteggiamento quasi “performativo” (operando di giorno in giorno all’interno del museo, abbandonandosi alle suggestioni del luogo) il cui esito sarà noto solo al termine della sua realizzazione. All’intervento di Martin nel corso del 2016 faranno seguito quelli di Alfredo Aceto / Claite Tabouret (15 marzo-17 aprile), Tillman Kaiser (10 maggio-9 giugno), Claire Fontaine (23 giugno-7 agosto). (g.f.)

 

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