12 Giugno 2021
Il meteo a Roma

Remo Remotti, una mostra al Macro per ricordarlo

Fino al 30 Marzo la mostra per celebrare l'attore, artista e scrittore

Remo Remotti (1924-2015) era un artista. Un grande artista. Fino al 30 marzo il Macro – Museo d’Arte Contemporanea Roma ospita lamostra “Remotti di carta”, per ricordare questo autentico genio, nato in una Roma borghese ma destinato ad abbandonarla per curare le sue passioni.

La mostra a cura di Gianluca Marziani, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata da Mismaonda, è un viaggio tra le carte, i disegni, i racconti a fumetti e gli appunti figurativi dell’attore, artista visivo e scrittore Remotti. Notissimo al pubblico per le sue performance poetiche e la sua attività di attore e paroliere militante, per le suie partecipazioni a film famosi (come quelli con la regia di Nanni Moretti) e trasmissioni televisive baciate dall’Auditel, Remotti ha da sempre coltivato la sua attitudine plastica per l’arte visiva. Una passione a doppia marcia: da una parte lo scultore che manipolava materiali di scarto con la coscienza epocale del Pop; dall’altra l’autore che si rifugiava in uno spazio silenzioso e meditativo per dedicarsi al disegno su carta e ai suoi appunti figurativi.

 

Nei disegni di Remotti la scrittura diventa immagine, il disegno aderisce emotivamente all’attore iconoclasta, al poeta polemico, al dissacratore irriverente. Tutto pare immobile eppure le opere trattengono lo stesso grido sussurrato delle performance poetiche, sembrano pronte ad esplodere come il grido lancinante di “Mamma Roma Addio”.

 

Ecco i cicli a fumetti, racconti nei quali confessione e rivelazione si sposano alla biografia dell’autore. Sentimentale il suo viaggio in Perù, incredibile la serie “Manco li cani”, esempio perfetto della capacità di leggere il mondo contemporaneo attraverso il registro dell’ironia, e poi tanta satira, vera, d’altri tempi ma destinata all’eternità. Una mostra da vedere, accompagnati dagli sguardi della sua adorata Luisa e della figlia Federica, fantastiche vestali di un mondo che sarebbe un delitto dimenticare. (g.f.)

 

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