Categorie: Cultura e spettacolo

San Pietro presenta “Oltre il visibile” per scoprire la Fabbrica di S.Pietro

Un percorso che porterà all'intera fruibilità delle terrazze

Pubblicato da

Presentato ufficialmente il 16 febbraio 2026 nella Sala Stampa della Santa Sede, il programma integra due direttrici complementari:

  • “Oltre il visibile”, sistema permanente di monitoraggio sviluppato da Eni insieme alla Fabbrica di San Pietro;
  • la realizzazione di un gemello digitale tridimensionale della Basilica con il supporto di Microsoft e partner tecnologici.

L’obiettivo è ambizioso: conservare, conoscere e rendere accessibile uno dei monumenti più importanti al mondo attraverso strumenti scientifici e digitali di nuova generazione.

“Oltre il visibile”: leggere la Basilica dall’interno

Il progetto “Oltre il visibile” non è un semplice studio tecnico, ma un sistema integrato e dinamico di controllo strutturale che consente di osservare la Basilica oltre ciò che è immediatamente percepibile.

Durante la presentazione sono intervenuti, tra gli altri:

  • il Cardinale Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica e Presidente della Fabbrica di San Pietro;
  • Claudio Granata, Direttore Stakeholder Relations & Services di Eni;
  • i referenti tecnici che hanno coordinato le attività di ricerca e sviluppo.

I numeri del progetto

L’iniziativa è il risultato di:

  • 18 mesi di attività tra studi preliminari e interventi operativi;
  • oltre 4.500 ore di lavoro sul campo;
  • il monitoraggio di circa 80.000 metri quadrati tra superfici visibili e parti strutturali interne;
  • la creazione di un modello digitale tridimensionale integrato dell’intero complesso.

Sono stati installati sensori ad alta precisione su facciata, cupola e aree strategiche, in grado di rilevare:

  • micro-spostamenti millimetrici;
  • variazioni di inclinazione;
  • sollecitazioni strutturali;
  • possibili deformazioni nel tempo.

Particolare attenzione è stata dedicata al sottosuolo e alle fondazioni, normalmente non accessibili, attraverso tecnologie geofisiche e strumenti di indagine avanzati.

Tutti i dati confluiscono in una piattaforma digitale che consente una lettura in tempo reale dello stato di salute della Basilica, trasformando la manutenzione in un’attività predittiva e programmata.

Il gemello digitale: un patrimonio globale accessibile

Parallelamente al monitoraggio strutturale, la Basilica è stata oggetto di una delle più avanzate operazioni di digitalizzazione mai realizzate su un edificio storico.

Grazie alla collaborazione con Microsoft e partner specializzati, è stato creato un digital twin ad altissima definizione, costruito a partire da centinaia di migliaia di immagini raccolte tramite droni, laser scanner e tecniche fotogrammetriche.

L’intelligenza artificiale ha permesso di:

  • ricostruire dettagli architettonici con precisione millimetrica;
  • integrare e armonizzare enormi quantità di dati;
  • rendere navigabili anche spazi normalmente non accessibili al pubblico.

Il risultato è una piattaforma immersiva che consente a studiosi, restauratori e visitatori di tutto il mondo di esplorare la Basilica in modo inedito, ampliando l’accessibilità culturale senza sostituire l’esperienza fisica.

GUARDA LE PROIEZIONI SULLA CUPOLA

Una visione condivisa tra tutela e innovazione

Nel corso della presentazione è stato sottolineato come questo progetto rappresenti un modello avanzato di collaborazione tra istituzioni religiose e industria tecnologica.

La Fabbrica di San Pietro continua così la sua tradizione secolare di custodia e manutenzione del monumento, affiancando agli strumenti tradizionali competenze digitali e ingegneristiche di ultima generazione.

Per Eni, l’iniziativa si inserisce in una strategia di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso tecnologie sviluppate anche in ambito industriale e scientifico.

San Pietro 5.0: un modello per il futuro

Quella avviata in Vaticano è una sperimentazione che potrebbe diventare un riferimento internazionale per la tutela dei grandi siti storici.

San Pietro, progettata e portata a compimento nei secoli da figure come Bramante, Michelangelo e Bernini, dimostra ancora una volta la sua capacità di attraversare il tempo.

Oggi lo fa integrando sensori, algoritmi e modellazione 3D.

Non per trasformare la sua identità, ma per garantirne la conservazione nei secoli a venire, rendendo visibile anche ciò che finora non lo era.

Scoprire luoghi inaccessibili

Ma oltre la scienza c’è la cultura. Il progetto che sarà ultimato entro l’anno nella fruibilità delle terrazze e degli spazi inutilizzati detti “ventagli” porterà la parte alta della Basilica a ospitare numerosi visitatori che potranno vivere un’esperienza unica in uno dei luoghi più iconici e spirituali della terra.

La linea dell’accoglienza e del “vivere la Basilica” iniziata da Papa Francesco, è sempre più al centro della gestione dei beni ecclesiastici con lo scopo di accogliere e dare vivacità ai luoghi spesso considerati “troppo sacri” per ospitare esperienze extra religiose.