Un percorso che porterà all'intera fruibilità delle terrazze
Presentato ufficialmente il 16 febbraio 2026 nella Sala Stampa della Santa Sede, il programma integra due direttrici complementari:
L’obiettivo è ambizioso: conservare, conoscere e rendere accessibile uno dei monumenti più importanti al mondo attraverso strumenti scientifici e digitali di nuova generazione.
Il progetto “Oltre il visibile” non è un semplice studio tecnico, ma un sistema integrato e dinamico di controllo strutturale che consente di osservare la Basilica oltre ciò che è immediatamente percepibile.
Durante la presentazione sono intervenuti, tra gli altri:
L’iniziativa è il risultato di:
Sono stati installati sensori ad alta precisione su facciata, cupola e aree strategiche, in grado di rilevare:
Particolare attenzione è stata dedicata al sottosuolo e alle fondazioni, normalmente non accessibili, attraverso tecnologie geofisiche e strumenti di indagine avanzati.
Tutti i dati confluiscono in una piattaforma digitale che consente una lettura in tempo reale dello stato di salute della Basilica, trasformando la manutenzione in un’attività predittiva e programmata.
Il gemello digitale: un patrimonio globale accessibile
Parallelamente al monitoraggio strutturale, la Basilica è stata oggetto di una delle più avanzate operazioni di digitalizzazione mai realizzate su un edificio storico.
Grazie alla collaborazione con Microsoft e partner specializzati, è stato creato un digital twin ad altissima definizione, costruito a partire da centinaia di migliaia di immagini raccolte tramite droni, laser scanner e tecniche fotogrammetriche.
L’intelligenza artificiale ha permesso di:
Il risultato è una piattaforma immersiva che consente a studiosi, restauratori e visitatori di tutto il mondo di esplorare la Basilica in modo inedito, ampliando l’accessibilità culturale senza sostituire l’esperienza fisica.
Una visione condivisa tra tutela e innovazione
Nel corso della presentazione è stato sottolineato come questo progetto rappresenti un modello avanzato di collaborazione tra istituzioni religiose e industria tecnologica.
La Fabbrica di San Pietro continua così la sua tradizione secolare di custodia e manutenzione del monumento, affiancando agli strumenti tradizionali competenze digitali e ingegneristiche di ultima generazione.
Per Eni, l’iniziativa si inserisce in una strategia di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso tecnologie sviluppate anche in ambito industriale e scientifico.
San Pietro 5.0: un modello per il futuro
Quella avviata in Vaticano è una sperimentazione che potrebbe diventare un riferimento internazionale per la tutela dei grandi siti storici.
San Pietro, progettata e portata a compimento nei secoli da figure come Bramante, Michelangelo e Bernini, dimostra ancora una volta la sua capacità di attraversare il tempo.
Oggi lo fa integrando sensori, algoritmi e modellazione 3D.
Non per trasformare la sua identità, ma per garantirne la conservazione nei secoli a venire, rendendo visibile anche ciò che finora non lo era.
Scoprire luoghi inaccessibili
Ma oltre la scienza c’è la cultura. Il progetto che sarà ultimato entro l’anno nella fruibilità delle terrazze e degli spazi inutilizzati detti “ventagli” porterà la parte alta della Basilica a ospitare numerosi visitatori che potranno vivere un’esperienza unica in uno dei luoghi più iconici e spirituali della terra.
La linea dell’accoglienza e del “vivere la Basilica” iniziata da Papa Francesco, è sempre più al centro della gestione dei beni ecclesiastici con lo scopo di accogliere e dare vivacità ai luoghi spesso considerati “troppo sacri” per ospitare esperienze extra religiose.