Più autovelox nei punti critici, potenziamento della segnaletica e dei dissuasori di velocità, maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine e l’apertura di un tavolo tecnico tra Anas, Prefettura e amministrazioni comunali. Sono queste le richieste al centro della petizione lanciata su Change.org da Nuovo Magazine dopo l’ennesimo incidente mortale avvenuto il 26 agosto lungo la via Flaminia.
La tragedia, che si aggiunge a una lunga serie di incidenti registrati negli anni su una delle principali arterie di collegamento tra Roma e il nord della provincia, ha riportato al centro dell’attenzione le condizioni di sicurezza del tratto compreso tra Sant’Oreste e la Capitale. Un percorso caratterizzato da traffico intenso, incroci, immissioni dalle strade secondarie e numerosi accessi ad attività commerciali, distributori e supermercati.
Dieci anni di cronaca restituiscono una mappa precisa – e drammatica – dei punti in cui la Flaminia torna più volte sotto i riflettori, ovvero Saxa Rubra, Labaro, Prima Porta, le gallerie e il bivio per Sacrofano.
La sequenza comincia nel 2016. Il 24 dicembre, sulla Flaminia, un incidente provoca una vittima e due feriti gravi. È uno dei sinistri più drammatici registrati nella Capitale alla vigilia di Natale. Pochi mesi dopo, il 16 aprile 2017, arriva uno degli schianti più pesanti dell’intero periodo. A Saxa Rubra cinque automobili rimangono coinvolte in un tamponamento a catena. Dodici persone finiscono in ospedale, tre sono gravi. A perdere la vita è un ragazzo di 22 anni, che si trova a bordo di una delle vetture. Il 5 ottobre 2017 la tragedia si sposta verso il bivio per Sacrofano: una moto e un camion si scontrano e il motociclista muore. Sedici giorni dopo, il 21 ottobre, un altro grave incidente coinvolge tre automobili. A perdere la vita è una donna di 52 anni. Nel 2018 la Flaminia torna a essere teatro di incidenti mortali. L’8 marzo, nella zona di Prima Porta, un’auto e un furgone si scontrano frontalmente all’interno della galleria. Una donna muore nell’impatto. A luglio, nella zona di via Sacrofanese, un uomo di 82 anni viene investito mentre attraversa la strada e muore per le ferite riportate. Nel febbraio 2019 è un motociclista di 55 anni a rimanere coinvolto in uno scontro con due automobili. Trasportato in ospedale in condizioni disperate, muore nei giorni successivi. Il 20 febbraio 2020, ancora a Prima Porta, un automobilista di 78 anni perde il controllo della propria Renault Clio. La vettura finisce contro un pilastro all’interno della galleria della Flaminia. L’uomo muore nell’impatto. Passa poco più di un anno e, nel settembre 2021, la tragedia coinvolge un altro motociclista. Ha 35 anni e viaggia sulla Flaminia Nuova, nella zona di Grottarossa, quando si scontra con un’automobile. Anche per lui non c’è nulla da fare. Il 2023 concentra una nuova serie di incidenti mortali. Il 3 aprile, nella galleria di Prima Porta, al chilometro 14,5, uno scooter si scontra con un furgone. Muore il motociclista, 73 anni. Il 24 settembre, al chilometro 17, nei pressi del bivio per Sacrofano, due automobili si schiantano frontalmente. L’impatto è devastante: muoiono due uomini, di 41 e 58 anni. La Flaminia viene chiusa in entrambe le direzioni mentre i soccorritori intervengono sulla carreggiata. Il 19 ottobre la tragedia colpisce invece Labaro. Gabriele Sangineto, 21 anni, viene investito mentre attraversa sulle strisce davanti alla stazione per raggiungere il treno. Il giovane viene trasportato in ospedale, ma muore poche ore dopo. Il 24 novembre, ancora sulla Flaminia, nella zona di Prima Porta, un altro frontale tra due automobili provoca una vittima. Muore un uomo di 57 anni, mentre un 82enne rimane gravemente ferito. Nel 2024 la sequenza continua. Il 2 marzo, all’altezza del sottopasso Euclide, un ragazzo di 19 anni muore mentre viaggia in scooter. È notte fonda, sono circa le quattro, e secondo le prime ricostruzioni non risultano coinvolti altri veicoli. A giugno, a Saxa Rubra, due automobili si scontrano violentemente. Una delle vetture si ribalta e almeno una persona viene trasportata in ospedale. Ancora una volta la Flaminia viene chiusa e il traffico va in tilt. Nel 2025 un altro incidente mortale si registra più a nord, nel territorio di Rignano Flaminio: un uomo di 86 anni perde la vita dopo un grave incidente stradale. È un episodio che allarga la scia di sangue oltre i confini della Capitale, ma lungo la stessa direttrice consolare. L’ultimo episodio arriva nell’agosto 2026. Il 26 agosto, al chilometro 17,6, tra Prima Porta e Malborghetto, un motociclista di 44 anni si scontra con un’automobile. La moto prende fuoco. I soccorritori fanno intervenire anche l’elisoccorso, ma ogni tentativo di salvare l’uomo si rivela inutile. Insomma, un vero e proprio campo di battaglia. La petizione chiede ora interventi concreti e non più rinviabili per aumentare la sicurezza lungo la consolare.
L’iniziativa è stata sostenuta anche dal Comitato pendolari della Roma-Viterbo, certo che il potenziamento della ferrovia che collega Roma con la Tuscia sia un presupposto fondamentale per evitare che la Flaminia diventi un campo di battaglia. “La Flaminia è una strada molto pericolosa, poco illuminata e con sterpaglie che coprono la visuale a motociclisti e automobilisti e sensibilizzazione l’opinione pubblica è fondamentale – racconta a Radiocolonna Fabrizio Bonanni, presidente del Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord – al momento la Roma-Viterbo ha una tratta extraurbana che sarà ferma per i prossimi due/tre anni, quella urbana va a singhiozzo così come i bus che collegano di paesi. Risultato? La gente prende il mezzo privato e la negligenza di molti automobilisti ha spesso effetti nefasti”. Per questo, Bonanni sottolinea l’importanza di avere una ferrovia efficiente come elemento di benessere per tutta la comunità del quadrante al nord della Capitale. “Avere più treni significa vedere meno macchine in giro. E meno auto in giro fanno sì che ci siano meno incidenti o pedoni a rischio – conclude Bonanni – da settembre è assolutamente necessario che la politica, silenziosa e sonnolenta durante questa estate 2026, si attivi con urgenza per mettere in sicurezza una strada che, ad oggi, rappresenta un pericolo per chiunque la percorra”.