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Turismo, presentato in Cdm il Piano Strategico 2017-2022

Franceschini: turismo sostenibile e di qualità al centro dell’azione di governo. Nel 2016 +4,3% di arrivi internazionali con oltre 60 milioni di visitatori dall’estero

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di Redazione | 2016-12-16 16/12/2016 ore 14:55

Il Ministro dei Beni e delle Attività  Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha presentato oggi in Consiglio dei Ministri il Piano Strategico del Turismo 2017-2022, che delinea lo sviluppo del settore nei prossimi sei anni per rilanciare la leadership italiana sul mercato turistico mondiale.

Già  approvato all’unanimità  dal Comitato Permanente per la promozione del turismo in seduta plenaria (14 settembre) e dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano (15 settembre), il documento verrà  ora trasmesso alle commissioni parlamentari di Camera e Senato per il relativo parere.

“€œUn documento di svolta che rafforza l’€™idea di Italia come museo diffuso e, proponendo anche nuove destinazioni, individua nel turismo, sostenibile e di qualità , uno strumento di policy per il benessere economico e sociale di tutti”. Così il Ministro dei Beni e Attività  Culturali e Turismo Dario Franceschini, che ha aggiunto: “I dati del 2016 sono molto positivi: gli arrivi internazionali sono cresciuti del 4,3% e anche per il 2017 si conferma un trend di crescita superiore al 4%. Per i principali centri di ricerca, la previsione a fine anno degli arrivi internazionali nel 2016 è abbondantemente superiore ai 60 milioni. Il Piano permette di delineare le azioni concrete per governare in maniera intelligente e sostenibile la crescita del turismo in Italia nei prossimi anni”€.

Un piano partecipato e condiviso per il rilancio economico del settore

Il mondo del turismo ha elaborato il Piano condividendo gli orientamenti per un periodo di sei anni e i principali obiettivi e linee di intervento funzionali al raggiungimento della visione proposta. Il Piano si attuerà  attraverso revisioni biennali e la predisposizione e l’€™attuazione di piani annuali.

In 100 pagine sono delineate le priorità  per valorizzare un settore che vale 171 miliardi di euro, pari all’11,8% del Pil e al 12,8% dell’€™occupazione, attraverso 13 obiettivi specifici, 52 linee di intervento, racchiuse in 4 obiettivi fondamentali: diversificare l’€™offerta turistica, innovare il marketing del brand Italia, accrescere la competitività  e migliorare la governance del settore.

Altri punti fermi del Piano sono: rivoluzione digitale, adeguamento della rete infrastrutturale, riduzione degli oneri burocratici e fiscali, miglioramento della quantità  e qualità  dell’€™occupazione, semplificazione del sistema normativo. Particolare attenzione va alla diversificazione delle mete turistiche per indirizzare i flussi turistici verso territori ricchi di potenzialità  ancora inespresse, quali aree rurali, piccole e medie città  d’€™arte, parchi naturali e marini. Tutto all’€™insegna della sostenibilità ambientale e culturale.

Il PST – nato da un ampio confronto tra Ministeri, Regioni, Anci, sindacati, associazioni di categoria, con il coordinamento della Direzione Generale del Turismo – è poi frutto di un inedito processo di partecipazione e condivisione, avviato con gli Stati Generali del Turismo a Pietrarsa (ottobre 2015 e aprile 2016) e costruito anche con l’utilizzo di strumenti digitali: piattaforma on line, sito web (www.pst.beniculturali.it) e canali social, un metodo che dota l’Italia del turismo di una visione unitaria.

I dati del turismo italiano

I dati degli arrivi complessivi (italiani e stranieri) sul territorio nazionale sono saliti del 50% tra il 2001 e il 2015. Il 52% degli arrivi totali è di provenienza italiana, il 70% degli arrivi internazionali è di provenienza europea (Confturismo-CISET, Cernobbio 2016).

Nel biennio 2016-2018 si prevede una crescita di oltre il 3% degli arrivi, grazie soprattutto al movimento extraeuropeo (+5,8%) (previsioni Confturismo-CISET, Cernobbio 2016 )

Riguardo agli investimenti, il flusso dovrebbe crescere con una media annua dell’1,8% nei prossimi dieci anni, per attestarsi su un valore di 10,9 miliardi nel 2026 (il 3,4% del totale). Secondo il Country Brand Index (Future brand 2014-2015), turismo e cultura si confermano, per l’Italia, quali principali fattori di attrattività  e riconoscibilità .

Visione, obiettivi e linee di intervento del Piano Strategico

Il Piano promuove una visione declinata in quattro macrobiettivi:

A.       Innovare, specializzare e integrare l’offerta nazionale: realizzazione, in collaborazione con le Regioni, del primo Catalogo dei prodotti e delle destinazioni italiane. Progetti innovativi di formazione delle guide del patrimonio storico e culturale con gli attrattori enogastronomici. Creazione di forme di percorrenza alternative (vie e cammini). Potenziamento dell’€™attrattività  del sistema dei Siti Unesco e delle città  della cultura. Incentivi alla fruizione responsabile di contesti paesaggistici diffusi anche attraverso il recupero a fini di ricettività  di qualità  del patrimonio demaniale dismesso quali fari, case cantoniere e stazioni. Trasformazione dei grandi “€œlandmark” italiani del turismo balneare e delle grandi città  d’arte in “porte di accesso” ad altri territori emergenti, dalla grande capacità  attrattiva ancora non espressa.

 

B.        Accrescere la competitività  del sistema turistico: intermodalità  tramite collegamento dei nodi dell’AV (le Frecce) con le destinazioni di città  d’€™arte tramite trasporto su gomma; valorizzazione delle ferrovie storiche in percorsi turistici; rifinanziamento del tax credit ristrutturazione per i prossimi tre anni; semplificazione e armonizzazione del sistema normativo; promozione dell’innovazione e della digitalizzazione.

 

C.        Sviluppare un marketing efficace e innovativo in collaborazione con Enit con il progetto “Porte d’€™Italia”€ che valorizza gli hub di ingresso al paese tramite strumenti di comunicazione, tra cui il WIFI unico nazionale. Particolare attenzione sarà dedicata alla valorizzazione dei Siti Unesco, grazie anche ad alcuni gemellaggi con i siti cinesi.

 

D.       Realizzare una governance efficiente e partecipata per elaborare il Piano e le politiche turistiche: realizzazione di cruscotti previsionali con utilizzo di Big Data di andamento del settore, in accordo con Istat, Regioni e Enit.

Le azioni previste dal Piano si basano su tre principi trasversali, declinati in ogni ambito: sostenibilità , innovazione e accessibilità.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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