torna su
12/07/2020
12/07/2020

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Atac, il maxi-debito finisce in Procura

L’assessore Meleo in audizione al Senato dopo il forfait di Simioni. Carte in Procura e commissione di indagine sul maxi-debito da 1,4 miliardi

Gianluca Zapponini
di Gianluca Zapponini | 2017-10-12 10/10/2017 ore 16:28
(ultimo aggiornamento il 12 Ottobre 2017 alle ore 11:43)

Doppia mossa del Campidoglio su Atac. Mentre la municipalizzata prosegue il suo percorso a ostacoli verso il concordato preventivo,  l’azionista Comune accende un faro sulla passata gestione dell’azienda, dimenticando forse di indicare strategie di rilancio future. Questo pomeriggio l’assessore alla Mobilità Linda Meleo è stata ascoltata dai senatori della commissione Lavori Pubblici, dopo il doppio forfait nelle settimane scorse, del presidente Paolo Simioni.

Prima mossa, l’istituzione di una commissione di indagine sul maxi-debito (1,4 miliardi) accumulato da Atac negli ultimi esercizi. Come a dire, nell’attesa di salvare Atac proviamo a capire chi e perchè la ha affondata. “E’ arrivato il momento di capire di chi è
la responsabilità di questo debito di Atac. L’Assemblea capitolina straordinaria che si è tenuta a inizio settembre sul caso di Atac ha approvato una mozione, proposta dalla destra, che chiede di istituire una Commissione di indagine. E’ questa una
prima attività dovuta nei confronti dell’Amministrazione locale e della città. Un modo per cominciare a fare chiarezza sulle responsabilità”, ha detto la Meleo.

Seconda mossa, se possibile ancor più eclatante. Spedire in Procura i vecchi bilanci di Atac al fine di “analizzare le responsabilità del passato nelle sedi opportune”. Tradotto, se c’è qualcuno da far pagare per il disastro della municipalizzata, meglio fare in fretta.

Per il resto, la responsabile del trasporto romano ha rispolverato l’antica avversione dei grillini verso la privatizzazione del servizio pubblico. “La privatizzazione sarebbe stata l’alternativa più semplice”. Ma “su questo tipo di soluzione non sono affatto d’accordo, se un’azienda è gestita bene non fa differenza se è pubblica o privata. A conti fatti, è il ragionamento della Meleo l’apertura del capitale ai privati “avrebbe significato la perdita totale del controllo di un servizio strategico e andare incontro a una serie di rischi, come servizio di seria A in alcune parti della città e di B in altre”.

Stampa

A proposito dell'autore

Giornalista professionista, mi occupo dei principali temi economico-finanziari. Comincio nel 2010 a MF-Milano Finanza per poi passare nel 2014 all'agenzia di stampa finanziaria MF-DowJones. Nel 2015 sono a Formiche.net dove mi occupo di banche e politica economica mentre nel 2016 approdo a Radiocolonna.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014