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Bolkestein, ambulanti bloccano le strade di Roma

Con 300 furgoni stanno rallentando il traffico su Gra, Lungotevere e tangenziale. Presidio anche davanti a Montecitorio. Pavoncello: “Siamo in attesa di una convocazione del Governo per tranquillizzare il settore”.

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di Redazione | 2017-11-14 14/11/2017 ore 11:03

Protesta degli ambulanti a Roma contro la direttiva Bolkestein, la direttiva europea e contro il regolamento delle attività commerciali sulle aree pubbliche del comune di Roma. “Armati” di furgone, gli ambulanti stanno provocando disagi alla circolazione sul Gra, su tratti dei lungotevere e della Tangenziale, così come annunciato ieri.  

 

“Con trecento furgoni stamattina stiamo rallentando il traffico a Roma per ribadire al Governo che gli ambulanti devono essere fuori dalla direttiva Bolkestein come avviene anche negli altri paesi europei”. Lo spiega Angelo Pavoncello, vicepresidente dell’Associazione nazionale ambulanti (Ana).

“Oggi sono in programma manifestazioni in varie città e oltre 1500 furgoni ‘mobilitati’ in tutta Italia – aggiunge Pavoncello – a Roma abbiamo un presidio davanti a Montecitorio. Siamo in attesa di una convocazione del Governo per tranquillizzare il settore”.
‘Ci state togliendo il lavoro, ci state umiliando’, ‘No Bolkestein’, questi gli slogan urlati in piazza.
“Stiamo manifestando, le nostre rivendicazioni vanno avanti dal 2010, data di approvazione del decreto legislativo 59 -ossia il ricevimento della direttiva Bolkestein in Italia-. Questo ha comportato che piano piano siamo arrivati alla data di scadenza delle nostre concessioni. Stiamo assistendo, impotenti, ad un vero e proprio esproprio delle nostre attività commerciali. Verranno messe a bando le attività degli italiani, di coloro che lavorano e che hanno la loro unica fonte di reddito in queste attività a favore di chi? Non sappiamo chi, forse gruppi industriali, di società per azioni ma anche come ammortizzatori sociali per le nuove leve di immigrati ed extracomunitari. La bassa qualifica che hanno non permette altro di fare questo nostro tipo di lavoro, di trovarci concorrenza nelle nostre piazze. Concorrenza che già stanno facendo anche abusivamente, senza titoli e senza licenze”, spiega Vittorio Baglioni, segretario provinciale Cisl ambulanti Roma e coordinatore e portavoce di altre associazioni, tra le quali Upvad, Uiltucs, Asci Confimprese, Aiarc.

“Il nostro è un appello accorato al governo e alle istituzioni. Come vedete, qui non c’è una bandiera politica ne sindacale. Il governo e le istituzioni dovrebbero tirarci fuori come hanno fatto per altre categorie produttive dalla direttiva Bolkestein. In che modo? Con una modifica dell’articolo 7. L’articolo 7 è quello che elenca le categorie che non entrano nella direttiva servizi e stranamente ci troviamo categorie corporative: farmacie, notai. Anche loro fanno servizi. Perché loro non stanno nella Bolkestein e noi ci siamo? Forse perché noi siamo piccoli imprenditori. Auspichiamo che il governo ci venga incontro. Deve capire che deve stoppare i bandi”, conclude il segretario.
In piazza anche il senatore Maurizio Gasparri.
“Le posizioni sono note. Quando ci siamo visti mesi fa, il Governo aveva fatto promesse inadempienti. Sono passato oggi per questa ulteriore protesta. La posizione che sostiene Forza Italia, dice Gasparri, è quella di rinegoziare la Bolkestein perché il commercio ambulante non può essere massacrato. Continueremo a puntare su questo obiettivo. Questo settore non deve più essere colpito. Speriamo di vincere questa battaglia per il lavoro”.

L’Onorevole Stefano Fassina a Piazza Montecitorio ha dichiarato che: “La partita non è chiusa. Abbiamo discusso qualche settimana fa con il governo. Ora va detto in modo chiaro l’obiettivo: fuori gli ambulanti dalla direttiva Bolkestein. È ancora possibile arrivare ad un provvedimento chiaro. Noi ci staremo fino in fondo, fin quando l’obiettivo verrà raggiunto”. L’ultimo appello è arrivato da Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia:”Facciamo appello a Gentiloni e al ministro Calenda perché tutelino il lavoro degli italiani. Questo è l’ultimo appello possibile. Questa direttiva non può essere applicata perché metterebbe sul lastrico centinaia di famiglie”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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