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L’economista Becchetti: chi governerà il Lazio dovrà puntare su territorio

Il 4 marzo la Regione va al voto e obiettivo è trovare nuove forme di sviluppo. Pensare a un bond locale per attrarre investimenti

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di Alg | 2018-01-21 21/01/2018 ore 9:30

Di ricette certe non ce ne sono, ma Leonardo Becchetti, economista di punta dell’Università di Tor Vergata, un’idea ce l’ha per rilanciare l’economia del Lazio dopo le elezioni: puntare sulle peculiarità del territorio. Dunque, enogastronomia, turismo, senza tralasciare il welfare.

La Regione il 4 marzo dovrà rinnovare i propri organi di governo. E una programmazione delle attività produttive è fondamentale se il Lazio vuole cercare di competere se non altro con la confinante Toscana, perché le aree del Nord continuano a marciare con un altro passo.

Per Bankitalia “nel primi nove mesi del 2017 l’attività economica si è espansa a ritmi moderati, in particolare nei servizi e nell’industria in senso stretto. Le imprese segnalano aumenti della spesa per investimenti, sebbene ancora di entità contenuta”.

Bankitalia scrive che “nell’industria, la ripresa dell’attività è stata sostenuta dalla crescita del fatturato delle imprese della chimica e della metalmeccanica e di quelle più orientate ai mercati esteri. Le esportazioni regionali si sono espanse più della media nazionale, trainate dai comparti dei mezzi di trasporto, della chimica e della farmaceutica. Persiste la fase ciclica negativa nel settore delle costruzioni, dove i livelli di attività sono ulteriormente diminuiti”.

Dunque, bisogna innovare. Per Becchetti, “dobbiamo capire come rilanciare la competitività del territorio. Individuare quali sono le sue caratteristiche e puntare su quelle. Per questo serve anche una fiscalità locale che incentivi gli investimenti”. Ne consegue che la nuova giunta regionale avrà anche il compito di individuare nuovi strumenti per stimolare la crescita. E questo è un compito “che riguarda tutti i partiti, da destra alla sinistra, ai Cinque Stelle”.

Becchetti dice che chi governerà dovrà lanciare quasi “un bond del territorio, per attrarre le piccole e medie imprese. E coloro che non sono in grado di farcela da sole si potranno consorziare”. Insomma, una nuova forma di project financing per mettere assieme pubblico e privato.

E poi, il ciclo dei rifiuti, un problema annoso per la regione e soprattutto per Roma. Quindi “la tracciatura dei rifiuti”, che per altre aree dell’Italia è risultata una vera risorsa. Il politico, chiunque vada alla guida della giunta, deve essere un innovatore e appunto conoscere a fondo le caratteristiche dei territori.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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