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Addio Roma, anche l’Abi trasloca a Milano

L’associazione bancaria da Roma si sposta a Nord. L’obiettivo dichiarato è ridurre i costi, ma anche questo sembra un nuovo capitolo della “fuga dalla capitale” avviata dalle imprese negli ultimi anni

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di G.I. | 2018-03-28 28/03/2018 ore 18:39

L’associazione bancaria da Roma si sposta verso Milano, un altro colpo negativo per l’immagine della
capitale. Il progetto, secondo alcune fonti dell’Abi, è di cominciare a trasferire una parte dei dipendenti, favorendo allo stesso tempo l’uscita di quelli più vicini alla pensione. Non è un vero addio, perchè l’Abi probabilmente manterrà una sede romana. Ma sarà la prima grande organizzazione imprenditoriale a compiere un passo del genere, ridimensionando la sua presenza nella città più importante per l’attività di lobby. L’obiettivo dichiarato è ridurre i costi, ma anche questo sembra un nuovo capitolo della “fuga dalla capitale” avviata dalle imprese negli ultimi anni. E del resto “Roma è un po’ meno capitale”, avrebbe detto il presidente Antonio Patuelli ai suoi collaboratori.

A Roma da decenni l’Abi ha la sua sede principale, nello storico palazzo Altieri in pieno centro. In piazza del Gesù, e in alcuni edifici poco distanti, lavorano alcune centinaia di dipendenti. A Milano c’è l’altra sede dell’associazione bancaria, nata proprio nel capoluogo lombardo nell’aprile del 1919. Radici importanti confermate ancora oggi dall’alternarsi delle riunioni del comitato esecutivo: un mese in piazza del Gesù e un mese in via Olona, a due passi da Sant’Ambrogio. Spostare il baricentro verso
nord sarebbe come un ritorno alle origini, giustificato dai cambiamenti significativi degli ultimi anni.

Negli ultimi anni, poi, anche le grandi imprese hanno cominciato a lasciare Roma: dalle testate giornalistiche televisive come Sky e Tg5 alle aziende del settore chimico-farmaceutico. Spesso spinte da esigenze di accorpamento e taglio dei costi, ma incentivate a volte anche dall’immagine in declino della capitale. Una città che continua ad affascinare i manager delle multinazionali, scoraggiati però dalle emergenze perenni nei rifiuti e nei trasporti o dalle lentezze nella burocrazia e nella giustizia.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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