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L’estate italiana: Gdf, ancora irregolari il 50% delle case vacanze

Confermati i numeri dello scorso anno. Bocca (Federalberghi), basta abusivismo. Duemila venditori abusivi e 9,5 mln di falsi. Nei pressi del Colosseo venduta di acqua di dubbia provenienza

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di Redazione | 2018-08-13 13/08/2018 ore 18:43

Guardia di finanza

L’Italia dei furbetti non va in vacanza e i mali endemici del paese, dall’evasione fiscale al lavoro nero, trovano terreno fertile anche in piena estate, colpendo quelle che sono le attività più redditizie da giugno a settembre: gli affitti ai turisti, i lavori stagionali, la vendita di prodotti sulle spiagge. L’ennesimo quadro sconfortante del nostro paese emerge dai controlli che la Guardia di Finanza ha predisposto per i mesi estivi proprio con l’obiettivo di arginare certi fenomeni e tutelare l’economia sana e la libera concorrenza: in totale 22.271 verifiche, quasi 500 al giorno, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2017.

Ed è così che viene fuori, per il secondo anno consecutivo, che una casa vacanza su due è stata affittata in maniera irregolare: su 895 verifiche effettuate sui proprietari di seconde e terze case nelle località balneari, di montagna e nelle città d’arte, 539 hanno dato esito irregolare e, di queste, 450 sono risultate affitti in nero. Più o meno gli stessi numeri dell’anno scorso, quando negli 811 controlli effettuati i finanzieri hanno scoperto 450 violazioni, di cui 370 riguardanti gli affitti in nero. E se l’anno scorso la Gdf aveva portato alla luce le ‘case-pollaio’ di Gallipoli, dove in abitazioni senza alcun requisito igienico-sanitario erano ospitati decine di ragazzi, quest’anno è toccato agli anziani essere ospiti di un ‘ospizio-pollaio’: una struttura di Sassari del tutto abusiva e sprovvista di autorizzazioni amministrative nella quale le persone erano stipate in uno spazio nettamente inferiore a quanto previsto dalla legge.

Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, ringraziando la guardia di finanza, ha sottolineato che bisogna colpire l’evasione che fa concorrenza sleale nei confronti delle imprese oneste, ma produce anche una perdita di rissose da parte dello Stato. Conviene anche il presidente di Assoturismo Confesercenti : ”Gli affitti in nero, i b&b tarocchi e le finte case vacanza – rileva – non sono solo un problema per gli operatori in regola… ma son un danno danno per la salute pubblica e la sicurezza dei turisti, visto che alcuni di questi alloggi sono fuori da ogni norma”.

Non va meglio nel settore del commercio. Dopo aver sequestrato in due mesi qualcosa come 9,5 milioni di prodotti contraffatti, in prevalenza giocattoli, capi d’abbigliamento e materiale elettrico, con una media di quasi 210mila al giorno, le Fiamme Gialle hanno individuato 2.187 venditori abusivi: non tutti e non solo extracomunitari sulle spiagge ma soprattutto soggetti che non hanno mai richiesto la licenza, che non hanno mai comunicato al fisco l’inizio dell’attività o che non hanno mai installato i registratori di cassa. Tra queste anche delle guide turistiche e dei venditori di acqua di dubbia provenienza e conservata in bottigliette senza sigillo, che operavano abusivamente nei pressi del Colosseo, uno dei monumenti italiani più visitati che ogni anno accoglie oltre 5 milioni di persone. E non potevano mancare, nella fotografia dell’estate italiana scattata dalla Gdf, i lavoratori pagati in nero. I militari ne hanno scoperti 2.080, sottraendoli, dicono, “allo sfruttamento di datori di lavoro senza scrupoli”.

Tra loro anche 509 stranieri, quasi tutti impiegati nei campi, e anche 22 minori. “L’estate – dice il comandante generale della Gdf Giorgio Toschi – rappresenta per i cittadini un periodo di riposo e svago e, per molte imprese, anche un momento per fare ossigeno alle proprie entrate”. Ecco perché “vocazione sociale – conclude il generale – significa anche profondere maggiore impegno proprio in periodi come questo, per salvaguardare i principi di libera concorrenza e garantire alla collettività i massimi livelli di sicurezza economico-finanziaria”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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