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Crollo ponte: per Di Maio, Autostrade è già colpevole

Il premier Conte annuncia la revoca della concessione. La Capogruppo Atlantia che crolla in Borsa dice di aver agito correttamente. I geologi: Stato latitante

Claudio Sonzogno
di Claudio Sonzogno | 2018-08-16 16/08/2018 ore 10:46

 

Il premier Giuseppe Conte al termine del consiglio dei ministri straordinario, tenuto dopo l’ immane tragedia provocata dal crollo del ponte Morandi a Genova, ha annunciato l’avvio della procedura per la revoca della concessione alla società Autostrade. ”Al di là delle verifiche penali di quello che farà la magistratura con la sua inchiesta – ha sottolineato – il governo non può aspettare i tempi della giustizia. L’esecutivo nell’atto di disporre nuove concessioni sarà molto rigoroso nella valutazione delle clausole. Andremo a rivedere i contratti di servizio per rendere più rigorosi i vincoli.”  Il premier ha anche annunciato lo stato di emergenza per 12 mesi e la nomina di un commissario ad hoc per la ricostruzione a Genova. Riguardo ad eventuali penali per la rescissione del contratto con la Società Autostrade per l’Italia, il vice premier Luigi Di Maio, intervistato da Radio 24, sostiene che la “giusta causa” elimina qualsiasi obbligazione da parte del governo.

Comunque la convenzione unica con cui il Ministero delle infrastrutture e trasporti dà la concessione ad Autostrade per l’Italia prevede già che la responsabilità verso terzi sia tutta a carico di Autostrade. “Il concessionario – si legge nel testo – assume la responsabilità per i danni derivanti da fatti ad esso imputabili causati a persone ed a cose, sia per quanto riguarda i dipendenti e i materiali di sua proprietà, sia per quelli che esso dovesse arrecare a terzi in conseguenza dell’esecuzione dei lavori e delle attività connesse, sollevando il concedente di ogni responsabilità al riguardo”.  Al concedente, invece, spetta la vigilanza: “Il concedente vigila affinché i lavori di adeguamento delle autostrade siano eseguiti a perfetta regola d’arte a norma dei progetti approvati, senza che per il fatto di tale vigilanza resti diminuita la responsabilità del concessionario in ordine all’esecuzione dei lavori. Il concedente vigila anche sui lavori di manutenzione ordinaria, straordinarie e sui ripristini”. Il concedente ha anche il potere di richiedere informazioni ed effettuare controlli, “con potere di ispezione, di accesso, di acquisizione della documentazione e delle notizie utili”.

Dopo l’annuncio di avvio della procedura di revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia, la Società stessa, ha diffuso una nota nella quale si dice fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario, nel momento e nell’ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi. Rilevato che monitoraggio e manutenzione sono stati svolti seguendo gli standard internazionali, secondo la società, peraltro, non è ancora possibile in questa fase formulare alcuna ipotesi attendibile sulle cause del crollo. Inoltre Autostrade per l’Italia informa che sta già lavorando a un progetto di ricostruzione del viadotto in cinque mesi, a partire dalla piena disponibilità delle aree.

Non sono state ancora estratte dal gigantesco cumulo di macerie tutte le vittime, per ora se ne contano 39, e già si preannuncia un duro scontro fra lo Stato e l’importante gruppo privato Atlantia (che fa capo alla famiglia Benetton) che controlla Autostrade, il cui titolo, nel frattempo, è crollato alla Borsa di Milano. Lo Stato con un governo che si definisce di ”cambiamento” vuole rispondere, come ha ribadito Di Maio, con efficacia sia sul fronte delle responsabilità che sul riordino delle disastrose infrastrutture dell’intera rete stradale. Infatti, la tragedia di Genova ha svegliato improvvisamente gli esperti, dall’ACI al Cnr fino ai Consiglio nazionale dei geologi che hanno stigmatizzato il degrado della rete viaria.

Secondo i Geologi la legge esiste ma è vanificata dalla carenza di cultura della manutenzione nella stessa pubblica amministrazione i cui decisori ne hanno sottovalutato l’importanza. Facendo sì che il piano di manutenzione e/o monitoraggio strutturale/geotecnico fosse eseguito dal progettista o da progettisti specialisti, ma spesso senza prevedere alcun finanziamento per il piano di manutenzione, come recita la legge.

foto: ANSA/Luca Zennaro

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A proposito dell'autore

Claudio Sonzogno
136 articoli

Giornalista professionista dal 1969, ha diretto agenzie di stampa nazionali dal 1972 al 2011. Da Direttore dell'Agenzia finanziaria Radiocor e dell'Agenzia Giornali Associati, AGA, a Direttore dell'Asca, la prima agenzia italiana su Internet. Dal 2009 al 2011 Direttore dell'Agenzia APCOM/TMnews, oggi Askanews, innovativa nelle videonews. Ha collaborato con L'Espresso. Opinionista per i Gr della Rai, ha partecipato a programmi di economia. Scrive per "Prima Comunicazione".

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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