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Genova: il mito del privato e il bisogno di Stato

Il crollo del Ponte Morandi demolisce l’efficienza del privato e dimostra la necessità di un maggior ruolo del pubblico nella politica industriale

Claudio Sonzogno
di Claudio Sonzogno | 2018-08-19 19/08/2018 ore 11:38

Italian President Sergio Mattarella reacts during his joint press conference with Finnish President Sauli Niinisto (not pictured) at the Presidential Palace in Helsinki, Finland September 27, 2017. President Mattarella is in Finland on a state visit to discuss political and economic relations between Finland and Italy as well as other current questions with President Niinisto and among a larger group. Jussi Nukari/Lehtikuva/via REUTERS ATTENTION EDITORS - THIS IMAGE WAS PROVIDED BY A THIRD PARTY. NO THIRD PARTY SALES. NOT FOR USE BY REUTERS THIRD PARTY DISTRIBUTORS. FINLAND OUT. - RC1512FF10F0

 

L’applauso che ha accolto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ai funerali delle vittime del crollo del ponte sospeso sulla città di Genova, esprime il bisogno di Stato da parte della gente comune. Ma uno Stato, però, non succube di una cattiva politica. Non certo così debole e incapace di controlli e sanzioni, come lo vediamo ora. Uno Stato che ha lasciato troppo spazio ai privati, che hanno finito per approfittarsene, piegando ai loro interessi i partiti e anche gran parte dell’informazione.

Aver improvvisamente tutti i grandi media contro, tranne qualche testata minore, ha talmente spiazzato la comunicazione della società Autostrade, che persino la conferenza stampa organizzata subito dopo i funerali di Stato,  è stata un disastro incapace di esprimere pena e dolore. C’è un tempo per tutto. E ieri era quello del cordoglio.

Così l’offerta di 500 milioni per rimborsare famiglie delle vittime, e le centinaia di sfrattati e la promessa di costruire in meno di un anno un nuovo ponte in ferro, in quel momento, come ha rilevato il vice premier, Luigi Di Maio, è parsa solo un’elemosina.

Ma potrebbe voler dire anche di più. E confermare cioè le pessime condizioni del capitalismo , con sempre più soggetti che non creano valore, ma se ne appropriano. E in testa c’è la finanza. Come sostiene l’economista Mariana Mazzuccato, in un recente saggio, dove sottolinea che il capitalismo di ‘’rendita’’, finora è stato il responsabile di una ‘’narrazione’’ nella quale lo Stato è considerato come: inefficiente, corrotto, avversario della crescita e dell’economia privata. Una lettura della realtà, invece, che, secondo Mazzuccato, va ribaltata.

Mazzuccato sottolinea che il contributo dello Stato all’innovazione è essenziale per ‘’formare’’ i mercati in modo che producano i risultati desiderati a cui affiancare una ‘’crescita verde’’ e una società più solidale.

Noi aggiungiamo, dopo la tragedia di Genova, soprattutto con più attenzione alla sicurezza…e alla vita stessa.

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A proposito dell'autore

Claudio Sonzogno
131 articoli

Giornalista professionista dal 1969, ha diretto agenzie di stampa nazionali dal 1972 al 2011. Da Direttore dell'Agenzia finanziaria Radiocor e dell'Agenzia Giornali Associati, AGA, a Direttore dell'Asca, la prima agenzia italiana su Internet. Dal 2009 al 2011 Direttore dell'Agenzia APCOM/TMnews, oggi Askanews, innovativa nelle videonews. Ha collaborato con L'Espresso. Opinionista per i Gr della Rai, ha partecipato a programmi di economia. Scrive per "Prima Comunicazione".

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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