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Investire informati è l’unico dovere verso i nostri soldi

Investitore disinformato = investitore fregato. Regola d’oro, che non vale proprio sempre ma che ci aiuta. Rendiamoci conto che meno sappiamo…

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2018-10-24 24/10/2018 ore 12:00

E’ proprio ora che all’Italiano medio vengano fornite le basi economico/finanziarie per poter muovere il proprio danaro, con maggior conoscenza dei termini, delle differenze e dei rischi in cui troppo facilmente si può “inciampare”. Non parliamo qui delle mega sole in cui siamo finiti tutti (Parmalat, Argentina, Banche Venete, Monte dei Paschi ecc. ecc.). Parliamo, soprattutto, dei problemi di cattiva promozione dei servizi economici da parte dei venditori di prodotti finanziari.

I listini di tutto il continente vivono uno dei loro momenti peggiori ed è praticamente impossibile trovare qualcosa su cui investire. Ed è proprio in frangenti simili che “i consulenti” (con competenze e posizioni ben diverse l’uno dall’altro) prima di tutto dovrebbero tener conto del grado di preparazione in materia economica/finanziaria e, contemporaneamente, del grado di rischio che sta dietro al cliente. E non è sufficiente far firmare i vari Mifid o fare panoramiche tanto generaliste quanto teoriche che sono per lo più slegate dalla realtà e dalla comprensione del risparmiatore/investitore.

Andrebbero, prima di tutto, conosciute le possibilità totali del soggetto e chiarire fin da subito se l’investimento vuol essere speculativo o conservativo del capitale. Spiegare, una volta per tutte, che correre in Borsa è comunque altamente rischioso. Una roulette in qualunque caso. Purtroppo anche gli ultimi cambi di tendenza dei mercati finanziari non fanno che creare sgomento e perdite (a volte davvero consistenti) soprattutto per i piccoli patrimoni.

Pure il Conto Corrente, oggi rappresenta un costo e non più la piccolissima entrata degli anni passati. I rendimenti   dei titoli di Stato sono diventati un terno all’otto, in balia dello spread e del giudizio sull’affidabilità del Paese Italia. I prodotti bancari che ci vengono offerti, a volte INSISTENTEMENTE (che siano quotati o meno in Borsa), hanno delle basi (sottostanti) di cui non sappiamo nulla e spesso poggiano sulle sabbie mobili. Guardate cosa sta succedendo ora agli azionisti, e non solo, di Carige che nell’ultimo mese ha perso ben più del 40% del suo valore. Una debacle violenta che nemmeno il tentativo di aumento di capitale ha potuto impedire. In quella debacle, come in tutte le altre, sono finite montagne di milioni. Per molte persone tutti i risparmi di una vita immobili compresi.

Questa “incompetenza” e “disinformazione” ha due cause principali: 1) il disinteresse del privato verso una maggior cultura economica/finanziaria e 2) l’assoluta incapacità (o volontà?) degli addetti ai lavori a “far scuola” seriamente. Chiaro che il “core business” della Banca non è l’istruzione basica o avanzata del cliente ma è anche vero che un investitore impreparato è, si facile da manovrare, salvo poi diventare in caso di perdite il più accanito nemico dell’Istituto.

Quando la tendenza dei mercati finanziari è stabile o in crescita sul medio periodo pare non ci sia problema nell’investire, tutti i prodotti sembrano positivi e performanti. I nodi si affacciano quando si creano e a ripetono sui mercati brevi fasi negative, presto riassorbite, ma che sono indice dell’avvicinarsi di una crisi. Ed è proprio in questo caso che l’investitore VOLUTAMENTE DISINFORMATO perde i suoi soldi, perchè non vede, non sa e non è in grado di valutare il pericolo che avanza.

Con la globalizzazione tutti i mercati sono legati fra loro e sul piano mondiale le informazioni che possono influenzarli sono moltissime. Quando poi la cosiddetta ”volatilità” dei mercati globali è ulteriormente aggravata da eventi sul mercato interno, (come l’attuale braccio di ferro dell’Italia con la Ue), il rischio aumenta insieme alla necessità di consigli da parte di consulenti particolarmente qualificati e di una buona dose di preparazione da parte nostra.

Alcuni quotidiani e programmi radio (Sole 24 ore, Radio 24…) dedicano inserti e programmi all’educazione finanziaria. Ma questo presuppone che l’investitore si riavvicini alla carta stampata e dedichi un po’ del suo tempo all’ascolto di certe trasmissioni.  ANASF (Associazione Nazionale Promotori Finanziari), ad esempio, tiene delle lezioni sul tema, nelle scuole superiori. Iniziativa meritoria ma rivolta agli investitori del FUTURO!!!

L’educazione e l’informazione servono, invece, ora e subito per chi già ha un reddito e vede nella Borsa l’unica alternativa possibile al classico materasso/salvadanaio!

 

…Il denaro non dorme mai … (Frase di Gordon Gekko dal Film Wall Street)

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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