torna su
12/04/2021
12/04/2021
Live TV

ADV

ULTIM'ORA
CARICAMENTO IN CORSO

Radio Colonna

Radio Colonna Via Margutta, 48, 00187 Roma redazione@radiocolonna.it Claudio Sonzogno

Atac, il flop al referendum non scaccia i guai

A dicembre i creditori si pronunceranno sul concordato della municipalizzata. E in caso di no saranno dolori

Gianluca Zapponini
di Gianluca Zapponini | 2018-11-12 12/11/2018 ore 13:00

Il referendum è fallito, ma chi l’ha detto che i guai di Atac sono finiti? La municipalizzata dei trasporti, che rimarrà pubblica e con un servizio saldamente in mano al Comune, continua ad essere un’azienda barcollante e decisamente malata. La prova? Non solo nei conti, schiacciati da un debito di 1,4 miliardi che ha portato l’azienda dritta in tribunale, ma anche nel verdetto che i creditori si apprestano a esprimere sul piano di rilancio dell’azienda.

D’altronde stiamo parlando di unadelle aziende di trasporto pubbliche più grandi d’Europa, ma anche tra quelle che possiede gli autobus più anziani e un debito monstre . L’Atac, la municipalizzata dei trasporti di Roma, è un malato che si sta sottoponendo ad una complessa cura per la guarigione. Si tratta del concordato preventivo in continuità, una strada difficile e ricca di ostacoli, che consiste in una sorta di accordo con i creditori sotto l’egida del tribunale. A dicembre l’assemblea dei creditori dovrà dare l’ok definitivo al concordato sul quale si è espresso già positivamente il tribunale. L’azienda del trasporto pubblico locale ha oltre 11 mila dipendenti, e un parco bus di quasi 2.000 autobus, ma in media – secondo stime del Campidoglio – sono 1.300 quelli che riescono ad uscire ogni giorno, gli altri o sono troppo anziani, o vengono fermati dai guasti.

“Ce l’hanno lasciata con 1 miliardo e trecento milioni di euro di debiti, soltanto 850 bus circolanti sui 2.000 necessari per garantire un servizio adeguato a lavoratori, studenti e turisti”, ha sottolineato in passato la sindaca Virginia Raggi rimarcando di fatto l’aumento di mezzi in funzione. Mentre il presidente dell’Atac, Paolo Simioni, ha ricordato: “Quando sono arrivato a agosto 2017 l’azienda non riusciva più a pagare gli stipendi, i fornitori non rispondevano al telefono ed erano arrivati i primi pignoramenti dei conti correnti. Abbiamo subito preso atto della gravità della crisi e ci siamo messi immediatamente al lavoro”.

Tra nuovi mezzi già messi su strada e quelli in arrivo (il Campidoglio ha stanziato 167 milioni di euro per l’acquisto di 600 nuovi autobus nel prossimo triennio, 227 già disponibili a breve, e di recente ha previsto circa 18 milioni di euro per l’acquisto di altri nei prossimi 3 anni), l’obiettivo più volte esplicitato dal Comune a 5 Stelle è quello di rinnovare la flotta. Che al momento ha un’età media di oltre 12 anni. Una cosa è certa: un conto è il dato politico, un conto quello industriale. Che racconta problemi a non finire e lontani dall’essere risolti. “Il flop dei Radicali è veramente molto concreto, questo significa che la cittadinanza ha reputato evidentemente non opportuno il referendum. Questo ci dà una conferma di quello che la città pensa rispetto alla proposta dell’amministrazione Raggi, la popolazione crede che il percorso di risanamento avviato possa avere dei risultati positivi” ha esultato l’assessore ai Trasporti Linda Meleo. E se il 19 dicembre i creditori dicessero di no?

Stampa

A proposito dell'autore

Giornalista professionista, mi occupo dei principali temi economico-finanziari. Comincio nel 2010 a MF-Milano Finanza per poi passare nel 2014 all'agenzia di stampa finanziaria MF-DowJones. Nel 2015 sono a Formiche.net dove mi occupo di banche e politica economica mentre nel 2016 approdo a Radiocolonna.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
© 2Media Srls - 2media@pec.it

Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014