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Ama-Campidoglio, il 2018 è stato l’anno dei veleni

Prima i 18 milioni di crediti non riconosciuti alla municipalizzata, ora la colpa del disastro di Natale. Ma così non si risolve il problema

Gianluca Zapponini
di Gianluca Zapponini | 2018-12-29 29/12/2018 ore 10:00

Un anno di scontri tra azionista e controllata, tra Campidoglio e Ama. Non capita tutti i giorni nell’universo industriale, eppure è così. Il 2018 verrà ricordato come l’anno della guerra tra la municipalizzata dei rifiuti e il suo socio totalitario, il Comune a trazione grillina. Forse è proprio questo il motivo se oggi Roma affoga nella spazzatura, tra lo stupore del mondo intero, che non riesce ad accettare l’immagine della Capitale del mondo ridotta a discarica a cielo aperto.

Eppure, l’anno che ci sta per salutare, ha rivelato un rapporto quanto mai schizofrenico tra l’azionista pubblico e la controllata. I primi segnali erano arrivati a ottobre, quando, dieci mesi dopo la chiusura dell’esercizio Ama non aveva ancora approvato il bilancio. Per un motivo molto semplice. I Campidoglio si rifiutava di riconoscere 18 milioni di crediti vantati dalla municipalizzata verso l’azionista. In altre parole il socio al 100% non riconosceva un debito verso una sua controllata. Ne era nato un durissimo scontro con l’amministrazione, concluso solo pochi giorni fa con l’approvazione dei conti a seguito dello stralcio dal bilancio dei 18 milioni, confluiti in un apposito veicolo.

Secondo segnale, il durissimo segnale arrivato due giorni fa dallo stesso Palazzo Senatorio, dal quale è partito un siluro dalla giunta grillina. “Ama deve mettere in campo un piano per rimediare nel più breve tempo possibile alle criticità” è l’accusa della maggioranza M5S. Un segnale inequivocabile di uno scontro in corso con l’Ama. Ma anche di nervi sempre più tesi dopo la pessima foto di Roma scattata dal New York Times, le proteste dei romani e la storia dei 13 cassonetti incendiati, episodi sui quali la polizia indaga ipotizzando la regia unica e scandagliando i video delle telecamere che insistono sui luoghi dei roghi.

Insomma, una frattura che non giova a nessuno, tanto meno, si intende, ai romani.

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A proposito dell'autore

Giornalista professionista, mi occupo dei principali temi economico-finanziari. Comincio nel 2010 a MF-Milano Finanza per poi passare nel 2014 all'agenzia di stampa finanziaria MF-DowJones. Nel 2015 sono a Formiche.net dove mi occupo di banche e politica economica mentre nel 2016 approdo a Radiocolonna.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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