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Parcheggio della vergogna a Lungotevere, lavori fermi dal 2007

Corriere della Sera: lavori non inizieranno prima dell’estate

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di Redazione | 2019-01-5 5/01/2019 ore 10:02

“C’è un cantiere, a 50 metri da piazza del Popolo, sulla sponda sinistra del Tevere, in lungotevere Arnaldo da Brescia, tra ponte Regina Margherita e ponte Nenni, che ha ormai assunto i contorni del mistero”. Così scrive Lilli Garrone sul Corriere della Sera parlando di una grande opera mai iniziata, il parcheggio sul Tevere, così come denunciato più volte da Radiocolonna.

“Tra meno di un mese, il prossimo febbraio, sarà il dodicesimo compleanno della recinzione di quello che una volta era un giardino con delle aiuole: oggi sono esattamente 4.335 giorni da quando è stata installata, ma non si è mai visto un operaio al lavoro, mai una ruspa, mai una qualsiasi forma di attività costruttiva. Al di là delle lamiere arrugginite e degli ampi bandoni verdi con la scritta (che sembra quasi una presa in giro) «ci dispiace per il disagio, stiamo lavorando per migliorare la nostra città», il degrado e l’abbandono”.

Se la recinzione risale al 2007, il progetto è del 2005: la proposta iniziale prevedeva uno sviluppo sull’intero lungotevere Arnaldo da Brescia, fin quasi a ponte Matteotti, con la realizzazione di circa 600 posti auto interrati e una piazza con affaccio sul Tevere. Doveva consentire la pedonalizzazione del Tridente e permettere di lasciare l’auto a pochi passi da piazza del Popolo e dal centro.

Nel 2008 la giunta comunale, allora guidata dal sindaco Walter Veltroni, autorizzò la costruzione della parte compresa tra ponte Margherita e ponte Nenni, da realizzarsi tra le paratie del sottovia esistente ed il muraglione del Tevere. I posti auto furono quasi dimezzati: 344 dei quali 198 pertinenziali (ovvero box in vendita a chi abita nelle vicinanze) e 146 a rotazione, più 40 posti moto.
Ed è questo il progetto messo in cantiere nel 2007. Ma i primissimi scavi, nel 2010, portarono alla luce il problema che a tutt’oggi non ha fatto iniziare i lavori: la presenza di un grande collettore fognario che passa in quel tratto di lungotevere. E i lavori si arrestarono. Nel 2012, sotto l’amministrazione di Gianni Alemanno, il Comune approvò una nuova variante per superare l’attuale «cloaca maxima»: i posti auto diventarono 182 dei quali 60 a rotazione.

“Ma un ulteriore imprevisto nella rete dei sottoservizi ha reso necessario un nuovo progetto, che è stato presentato nel 2015 con una previsione di posti immutata ma realizzati su due piani invece che sugli iniziali tre. Ci vogliono così altri due anni perché questo nuovo progetto possa ottenere tutti i pareri necessari: la Conferenza dei servizi si chiude a gennaio del 2017, con tutta una serie di prescrizioni da parte dei vari enti e con un disegno che prevede 182 posti dei quali 100 box pertinenziali, 12 stalli aperti e 69 a rotazione, per una superficie di 8367 metri quadri. Ed è questo il progetto che dovrebbe realizzare la concessionaria la «D.S.Park Nove srl»in unione con altre due imprese.
Sono così trascorsi altri due anni dalla chiusura di quella Conferenza dei servizi, con un cantiere sempre fermo, mentre la situazione all’interno continua a peggiorare. L’assessore ai Lavori Pubblici del II municipio, Gian Paolo Giovannelli, che segue mese dopo mese e settimana dopo settimana la vicenda, è fiducioso: le prescrizioni che sono state date alla società titolare del cantiere sono state accolte. «C’è una variante di progetto che la ditta deve consegnare al dipartimento comunale dei Lavori pubblici, con le tavole di modifica per superare il problema della fognatura – spiega -. Dopo di che vi sarà una delibera di giunta capitolina che comporterà la modifica della convenzione attuale perché nel frattempo sono cambiati gli oneri concessori». I tempi? «Non credo che i lavori possano iniziare prima dell’estate», risponde Gian Paolo Giovannelli. E – forse – è perfino ottimista. Promette, però, non solo che il Municipio continuerà a seguire e spingere l’iter per arrivare a un avvio dell’attività, ma che «la prossima settimana, d’accordo con il Dipartimento, vi sarà una pulizia di tutta l’area, dunque anche all’interno di quella recintata».
Si vedrà. Nel frattempo gli unici che hanno sicuramente lavorato in quel tratto di lungotevere sono i cittadini di Amuse: a metà dicembre con altre associazioni, Come Mare Vivo e Retake, sono andati a ripulire la zona non recintata delle aiuole. Hanno falciato il prato, ridipinto le parti in metallo della barriera del sottopasso arrugginite e piantato dei ciclamini nei vasi di cemento. Hanno così – conclude il Corriere – completamente cambiato almeno l’aspetto esterno di quel tratto di lungotevere. E una «staffetta» di volontari continuerà a innaffiare e pulire almeno una parte degli antichi giardini”.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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