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Roma ha un problema: le autodemolizioni

Per volontà del Comune chiusi tutti gli impianti di autodemolizione. Cittadini costretti a conferire i veicoli a fine vita in provincia

Gianluca Zapponini
di Gianluca Zapponini | 2019-01-22 22/01/2019 ore 18:30

Nella Provincia di Roma ogni anno vengono avviati a riciclo 145.000 veicoli a fine vita. Oggi, a seguito del mancato rinnovo delle autorizzazioni degli impianti di autodemolizione da parte del Comune, nessuno delle 80 aziende presenti sul territorio può ritirare veicoli e le attività di raccolta e recupero sono ferme. Ai cittadini non resta che rivolgersi agli impianti fuori dal territorio comunale, che hanno però capacità limitate e stanno esaurendo i quantitativi trattabili in base alle loro autorizzazioni.

La denuncia arriva dall’Associazione Nazionale Demolitori di Autoveicoli che aderisce a FISE UNICIRCULAR e che da anni denuncia l’assenza di un piano strategico per le attività di raccolta e recupero dei veicoli a fine vita nella “città eterna”.

Gli ultimi aggiornamenti sul braccio di ferro Comune – Regione

Negli scorsi giorni la Sindaca di Roma ha scritto al Governo per chiedere di portare al cospetto dei giudici della Corte Costituzionale un emendamento approvato dalla Regione durante il voto sulla legge di bilancio che, a suo avviso, consentirebbe di fatto ai demolitori di continuare le proprie attività sul territorio cittadino.

Da dove nasce l’attuale situazione di empasse? La cronistoria.

Il 30 giugno 2018 sono scadute tutte le autorizzazioni provvisorie per il ritiro dei veicoli rilasciate agli impianti di autodemolizione ubicati nel territorio comunale di Roma Capitale.

Dal 1989 le autorizzazioni sono state sempre rilasciate in via provvisoria annualmente o semestralmente, in alcuni casi addirittura trimestralmente dapprima dal Comune di Roma (ex art 27 della L.R. Lazio 53/1986), poi dal Commissario per i Rifiuti nella Provincia di Roma, in seguito sempre dal Commissario per gli autodemolitori di Roma, infine dal Commissario per la mobilità e gli autodemolitori di Roma e da ultimo da Roma Capitale.

La stragrande maggioranza degli operatori sorge su aree non compatibili con lo strumento urbanistico, tuttavia nei trent’anni trascorsi, nonostante la redazione e approvazione di due accordi di programma nel 1997 e nel 2008 non sono stati mai presi provvedimenti risolutivi della problematica, attraverso le procedure di trasferimento degli impianti. Le aree individuate negli accordi di programma su cui gli impianti andavano trasferiti, nel tempo sono state destinate ad altri usi dall’amministrazione Capitolina e solo alcune  (le più scomode e soprattutto costose) sono rimaste disponibili. Queste aree avrebbero dovute essere espropriate dall’amministrazione e assegnate ai consorzi all’uopo costituiti dagli operatori. Ma nulla è in realtà avvenuto.

Dal 2014 l’amministrazione di Roma Capitale ha prodotto alcuni atti amministrativi organizzativi e indicativi dei percorsi per la regolarizzazione del settore (Giunta Alemanno, Giunta Marino, Commissario Tronca e da ultimo nel 2017 anche da parte della Giunta Raggi), in base ai quali sono state rilasciate le autorizzazioni provvisorie nel luglio del 2017 dal Sindaco Virginia Raggi.

A partire dal marzo del 2018 l’amministrazione Capitolina ha indetto per tutte le domande di rinnovo dell’autorizzazioni in scadenza al 30.06.2018 conferenze di servizio per il rilascio delle autorizzazioni ex art. 208 del D.l.vo 152/06. Tale iniziativa era senza senso, in quanto era noto (in quanto riportato negli atti della stessa Amministrazione) che quasi tutti gli impianti non rispondevano ai  necessari requisiti per il rilascio delle autorizzazioni a partire dall’ubicazione. Al 30 giugno 2018 le autorizzazioni non sono state rinnovate e gli operatori che avevano presentato nei termini la domanda di autorizzazione hanno continuato ad operare ai sensi del D.L.vo 152/2006 che permette la prosecuzione dell’attività fino a che l’Ente preposto non concluda il procedimento.

Già dal 28 giungo scorso gli operatori sono entrati in stato di agitazione sollecitando dapprima l’amministrazione Capitolina e poi anche quella Regionale a individuare una soluzione. Nel corso di ripetuti incontri con l’Assessore Montanari,  la stessa ha dichiarato che non vi erano aree destinabili a questa attività nel territorio comunale e che era compito della Regione che le aree fossero reperite nei Comuni limitrofi alla Capitale. Alla luce di quanto sta accadendo possiamo comprendere che questa dichiarazione dell’Assessore Montanari volesse intendere che l’amministrazione Capitolina non vuole che ci siano impianti di demolizione auto nel proprio territorio.

In quei giorni, a seguito di una manifestazione molto movimentata ci fu un incontro in Campidoglio, tra gli assessori all’ambiente di Roma Capitale dott.ssa Montanari e l’assessore ai rifiuti della Regione Lazio, on. Valeriani con la partecipazione di una delegazione degli operatori nella quale fu concordato che la Regione Lazio avrebbe inviato una nota a Roma Capitale con le indicazioni del percorso che si doveva effettuare

Intanto riguardo alle conferenze asincrone, dato che gli enti invitati non avevano inviato i pareri, il dipartimento ambiente le trasformava in sincrone e le convocava a partire dai primi giorni di agosto 2018. Senza tener conto di quanto indicato dalla Regione Lazio, le conferenze si sono tutte chiuse negativamente, con la conseguente cessazione della possibilità per gli impianti di operare (in base al citato comma 12 dell’art. 208 del D.l.vo 152/2006). Al momento risultano chiuse 52 conferenze negativamente con ordine di sgombero e 6 conferenze chiuse negativamente con richiesta di ripresentazione del progetto. Numerosi operatori hanno fatto ricorso contro questi provvedimenti al TAR del Lazio, che però non ha ritenuto di concedere  la sospensiva cautelare dei provvedimenti impugnati. Oggi tutti gli impianti di Roma Capitale non ritirano veicoli e hanno riscosso la solidarietà dei colleghi della Provincia che anche loro si astengono dal ritirare veicoli nell’area della città di Roma sia da privati che presso i concessionari. L’empasse è ormai vicina.

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A proposito dell'autore

Giornalista professionista, mi occupo dei principali temi economico-finanziari. Comincio nel 2010 a MF-Milano Finanza per poi passare nel 2014 all'agenzia di stampa finanziaria MF-DowJones. Nel 2015 sono a Formiche.net dove mi occupo di banche e politica economica mentre nel 2016 approdo a Radiocolonna.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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