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Il mercato immobiliare torna a crescere a Roma e nel Lazio

Per l’indagine Sentiment del settore Immobiliare, nata da un’idea di Valter Mainetti e Claudio Cacciamani, la Capitale torna meta d’investimenti

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di Redazione | 2019-03-13 13/03/2019 ore 14:00

Roma e il Centro si rivelano mete d’investimento molto attraenti nel settore immobiliare, pur rimanendo saldo l’interesse per le regioni del Nord Ovest soprattutto relativamente al residenziale e agli uffici. Sono i risultati dell’indagine Sentiment del Settore Immobiliare, che elaborata su base quadrimestrale dal Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma in collaborazione con Sorgente Group e Federimmobiliare, intervista circa duecento operatori del mercato. Per l’anno in corso, in generale, gli operatori confermano aspettative positive del mercato e di leggera crescita per i mesi futuri. Precisamente, è quanto prevede il 57 per cento degli intervistati. L’Osservatorio, nato da un’idea di Valter Mainetti, amministratore delegato di Sorgente Group, e da Claudio Cacciamani, docente dell’Università di Parma, esemplifica attraverso l’indice Fiups le principali tendenze in atto: per il 2018 si è passati dal valore 19.51 (primo quadrimestre) a 18.59 (secondo) e infine a 19.11 (terzo).

Vediamo i principali risultati relativi al Centro Italia. Il Lazio risulta calamitare un interesse maggiore che in passato soprattutto per case (secondo il 22% degli intervistati), uffici (11%), negozi (33%) e hotel (35%). La Capitale è particolarmente appetibile per uffici che si trovano in zone semi-centrali secondo il 65 per cento delle opinioni espresse e per gli hotel più centrali (47%). Per quanto riguarda le classifiche delle destinazioni italiane più attraenti, inoltre, Roma è al secondo posto per quasi tutte le categorie immobiliari, subito dopo Milano.

In ambito nazionale, rimane comunque positiva l’aspettativa per il futuro del settore immobiliare secondo il 24 per cento circa degli intervistati, a fronte del 70 per cento che prevede stabilità. Si è sostanzialmente ridotta la quota di coloro che ritengono che avverrà un peggioramento (5 per cento contro 14 per cento di otto mesi fa) e si è annullata la percentuale dei pessimisti. Un altro segnale positivo nelle aspettative degli operatori immobiliari proviene dalla strategia di business che intendono adottare nella propria attività professionale: cresce la percentuale di quanti prevedono di effettuare nuovi investimenti (46% circa), aumenta la volontà di sviluppare nuove linee di business (34,7%), nessuno vuole ridurre il personale.

Il 39 per cento del campione è convinto che i prezzi rimarranno stabili, con un lieve aumento soprattutto relativo al comparto alberghiero. Potrebbero invece registrare un affanno il settore commerciale e industriale. Gli alberghi potrebbero beneficiare di una riduzione nei tempi di acquisto, segnale che il comparto rimarrà vivace. Lo dimostra la risposta degli operatori alla domanda sulla destinazione d’investimento più interessante, che vede privilegiato l’ambito dell’hospitality, anche in relazione ai possibili eventi sportivi invernali dei prossimi anni e alla crescente attrazione turistica del nostro Paese.

Rimane invece scettico sull’incisività delle misure adottate dal Governo il panel di intervistati, secondo il quale qualsiasi politica perequativa non gioverà più di tanto al settore, così come il possibile rialzo dell’inflazione, che non viene percepito come particolarmente proficuo.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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