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Revisione Province: divide Lega e M5S, ma è necessaria

Per De Pascale (UPI) scontro elettorale inopportuno. Il Papa difende il ruolo delle Province e sprona per una più consapevole sensibilità ambientale.

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2019-04-28 28/04/2019 ore 15:00

antica carta italia

 

“Il tavolo Candiani sta lavorando da mesi per cercare di riportare alla normalità il sistema istituzionale di governo dei territori, destabilizzato da riforme sbagliate e che hanno lasciato i cittadini senza servizi. Sarebbe un errore per il Paese se si usassero le Province come tema di scontro di campagna elettorale. Anche perché da uno scontro sulle spalle dei servizi e dei diritti dei cittadini, non ne uscirebbe nessun vincitore, e la politica perderebbe di credibilità”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi Michele De Pascale, sulle polemiche che si stanno sollevando intorno ai lavori del Tavolo per la revisione della riforma di Province e Città metropolitane. Il tavolo di lavoro è insediato da dicembre  al Ministero dell’Interno.

“Grazie al lavoro del Sottosegretario Stefano Candiani e della Viceministro Laura Castelli – ha aggiunto De Pascale – stiamo cercando di dare ai territori una amministrazione coerente: al tavolo c’è la consapevolezza di tutti che occorre intervenire per assicurare alle Province funzioni che servono per gestire al meglio i territori, semplificando il sistema e producendo risparmi rendendo più efficienti i servizi.”

Secondo De Pascale il sistema elettorale è l’ultima delle questioni, ma non possiamo nasconderci che la legge attuale presenta molte falle e incongruenze che vanno risolte, a prescindere da quale modello elettorale si deciderà. “Lo stesso Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, negli incontri che abbiamo avuto in questi mesi – ha ricordato il presidente dell’UPI – ha sempre ribadito la necessità di restituire stabilità economica e istituzionale alle Province’’.

Anche Papa Francesco difende il ruolo delle Province, che nascendo “dall’aggregazione di territori con un tessuto storico e culturale omogeneo” restano un “necessario polo amministrativo, pur nel mutare delle caratteristiche, dei poteri specifici e delle diverse modalità di scelta dei suoi amministratori”. E ne incoraggia il loro futuro come “presidio e centro propulsore di una mentalità che sappia porsi l’obiettivo di uno sviluppo veramente sostenibile”.

Ricevendo, ieri, nella Sala Clementina l’Unione Province d’Italia, il Pontefice ha indicato come compiti specifici delle Province, la messa in sicurezza del territorio, delle scuole, delle strade, contro i disastri determinati dall’incuria o dalla mancanza di risorse. L’obiettivo è “assicurare che le condizioni ambientali del territorio come quelle delle strade e delle scuole non si deteriorino per trascuratezza, per mancanza della necessaria manutenzione, per indolenza nell’adottare i provvedimenti indispensabili ad evitare il degrado ambientale o strutturale ed i pericoli che a questo sono connessi”.

Alla base di questa azione, Francesco pone “una capacità progettuale, un costante impegno e un’adeguata disponibilità delle risorse necessarie”, ma anche “una più acuta e consapevole sensibilità ambientale”, sia tra i cittadini che nelle istituzioni, avvertendo sempre di più “l’importanza della cura della cosa comune intesa in tutti i suoi risvolti”. “Ciò consentirà – suggerisce – anche di individuare maggiori mezzi da destinare alla cura del territorio e alla manutenzione degli edifici, vedendo in questo non tanto un onere da sopportare, ma piuttosto un’occasione di sviluppo concreta e reale”.

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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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