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Camion bar e bancarelle: più facile per il Comune spostarli

Le nuove norme regionali eliminano la necessità di restituire un luogo identico. Deve comunque essere compatibile col decoro e il codice della strada.

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di Redazione | 2019-07-29 29/07/2019 ore 9:15

 

Ora il Comune non ha davvero più alibi per tutelare il decoro urbano.

C’è per la prima volta l’eliminazione del principio dell’equivalenza economica nel nuovo Testo unico sul commercio della Regione.

Lo scrive Stefania Piras su ‘’Il Messaggero’’ precisando che se il Comune sposta delle bancarelle non è obbligato a restituirgli un posto identico e a sottostare a un braccio di ferro infinito. Ora il Comune ha tutti gli strumenti perché con questa legge le ricollocazioni diventeranno inevitabili.

«La legge è un positivo passo avanti. Riscrive dopo vent’anni le norme, le adegua all’evoluzione del settore e anche alle nuove richieste dei consumatori», commenta Marta Leonori, consigliera del Pd della Regione Lazio. In particolare il decreto stabilisce che i Comuni, come fatto da Roma nel 2014 con il tavolo del decoro, devono verificare la compatibilità di camion bar e bancarelle nelle zone di pregio e con il codice della strada.

Inoltre le ricollocazioni saranno molto più libere e prive di vincoli formali che incoraggiano da sempre i ricorsi al Tar degli operatori. Le nuove norme contemplano poi la necessità di mostrare ogni volta che ci sarà un controllo la documentazione che attesta chi è il titolare della licenza del posto e il rapporto di lavoro in caso ci sia un’altra persona al banco. In altre parole: stop ai prestanome.

Le bancarelle, si legge nella bozza del testo, come riporta sempre ‘’Il Messaggero’’, dovranno essere riconoscibili.

L’idea, sposata negli anni anche da molti operatori, è di codificare una tipologia estetica di bancarella uguale per tutti e quindi riconoscibile.

Altra importante novità in vista delle massicce ricollocazioni che dovrà operare il Campidoglio: laddove siano riscontrati motivi incompatibilità, il primo tentativo sarà quello di proporre uno spostamento dell’attività. Qualora non sia possibile trovare un accordo la legge regionale apre nuove strade.

La revoca del titolo può portare alla corresponsione di un indennizzo (la legge nazionale parla di una quota di fatturato) oppure verrà attivato un fondo regionale che predispone incentivi per la trasformazione dell’attività commerciale. O ancora potrebbe essere corrisposta una licenza alternativa al commercio pubblico.

Una importante novità che prevede un alleggerimento delle strade a fronte di un’alternativa per gli operatori, che potrebbe andare dall’apertura di una nuova attività commerciale ad una licenza ad esempio per un chiosco o di taxi, sempre secondo le decisioni del Comune.

La Regione, insomma, toglie l’equivalente ma delinea anche una strada.

Anche sui mercati ci sono diverse novità che snelliscono il settore. Per quanto riguarda i banchi vuoti si da la possibilità alle associazioni AGS di monitorare il fenomeno e di proporre progetti di riqualificazione ma soprattutto i bandi per riassegnare i banchi chiusi non saranno più, come ora, tre volte l’anno ma una volta al mese, in modo da velocizzare molto le procedure. Viene previsto e incentivato anche il consumo sul posto, ovvero la possibilità di cucinare e servire i pasti in loco.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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