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Roma: con la crisi di governo rischia tre miliardi

Potrebbero tornare in alto mare una serie di iniziative già avviate, nonché la chiusura dei poteri speciali per Roma

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di Redazione | 2019-08-12 12/08/2019 ore 10:00

 

La crisi di governo potrebbe avere anche gravi effetti su Roma.

La sindaca Virginia Raggi ha in corso una serie di trattative per una catena di dossier che valgono 3 miliardi. Lo rileva ‘’Il Messaggero’’(domenica 11 agosto) sottolineando i timori della sindaca perchè con la crisi si rafforza il ‘’nemico’’ Salvini’’ e scema il peso dei Cinquestelle.

In particolare Raggi attendeva un altro regalo dal Viceministro del Mef, Laura Castelli, dopo il Salva Italia, sul debito monstre.

La Vice ministro M5S sta studiando infatti rallentamenti per i fondi di riserva nei bilanci comunali (la Capitale congelerebbe così 50 milioni tra poste inesigibili e straordinarie) e l’estensione della garanzia statale sulle emissioni di debito pregresse.

Un bell’aiuto per Roma , che sui bond di sua competenza paga interessi ben oltre il 4% 

In testa alla lista delle misure a rischio, se cadesse il governo, c’è il capitolo rifiuti con la nuova emergenza prevista per settembre.

Poi c’è da chiudere la legge sui poteri speciali e i finanziamenti speciali per Roma Capitale, su cui si discute dal 2010.

Un anno fa la Raggi concordò con il premier Giuseppe Conte una road map per scrivere i decreti attuativi. Da un lato, c’è la possibilità di gestire direttamente i trasferimenti statali pari a due miliardi di euro – e l’equiparazione, partendo dagli emolumenti, dei consiglieri comunali a quelli regionali; dall’altro c’è il “pagamento” dei servizi (mobilità, verde pubblico , controllo del territorio o decoro urbano) che la Capitale garantisce a ministeri, organismi istituzioni e ambasciate.

Lo Stato riconosce “soltanto” 110 milioni di euro all’anno. Roma ne chiede 500.

Altri 20 milioni per tagliare gli alberi malati e altri per 40 milioni, a maggior ragione dopo il dossier CasaPound, la Raggi li vuole per attuare gli sgomberi.

Inoltre sul fronte infrastrutturale la giunta ha appena approvato il Pums (piano urbano della mobilità sostenibile) con opere, nel prossimo decennio, per 15 miliardi di euro. Di questi: 110 milioni sono stati già chiesti per la funivia Battistini-Casalotti.

In autunno, poi, sindaco e il ministro delle Infrastrutture Toninelli si sono dati appuntamento per firmare la convenzione per sbloccare i 145 milioni per le metropolitane.

C’é da capire dove finiranno i 75,6 milioni di euro mai spesi per Roma, che lo stesso Toninelli aveva scovato nei bilanci del Mit.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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