Categorie: Economia urbana

Oggi nodo rifiuti in Aula, scontro su discariche a Roma

Intanto sindaci dei comuni in provincia sono sotto il Campidoglio a protestare: "no all'immondizia" della Capitale nell'hinterland

Tutto pronto per il consiglio comunale straordinario sui rifiuti di Roma. Oggi l’assemblea capitolina si riunirà a partire dalle 10 per discutere del futuro dell’immondizia capitolina e soprattutto della possibilità di aprire una o più discariche in città. E’ questo il nodo che le istituzioni non sono ancora riuscite a sciogliere e che, anzi, vede contrapposti Comune e Regione.

Intanto circa trenta tra sindaci e assessori di Comuni in provincia di Roma si sono riuniti in fascia tricolore in piazza del Campidoglio per dire “no all’immondizia” della Capitale nell’hinterland. Pierluigi Sanna, primo cittadino di Colleferro (la cittadina dove sorge la discarica che dovrebbe chiudere i battenti a inizi 2020) tuona: “Dal 1993 i rifiuti di Roma arrivano da noi, non abbiamo più forze e capacità di sostenere uno sforzo del genere. Roma apra la sua discarica. Il contratto ventennale con la discarica di Colleferro è in scadenza, i conferimenti sono stati prorogati fino al 15 gennaio, quel giorno saremo tutti lì”. Ernesto Tedesco, collega di Civitavecchia che aveva protestato contro l’ordinanza di Virginia Raggi che prevedeva un aumento di conferimenti nella sua città, gli fa eco: “Siamo qui con gli altri sindaci per evitare che certe cose si ripetano”. Alessio Pascucci sindaco di Cerveteri aggiunge: “Solidarietà ai sindaci che hanno subito ingiustizie ambientali. Non si governa mandando l’immondizia a casa di qualcun altro”.(ANSA).

Alla seduta sono stati invitati la sindaca Virginia Raggi, il governatore Nicola Zingaretti e il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. “Avranno Zingaretti e il suo assessore Valeriani il coraggio di presentarsi in Aula? – si domanda polemico il capogruppo pentastellato Giuliano Pacetti – Vengano a spiegare il loro magnifico piano con cui vogliono aprire una discarica a Roma grazie a un’ordinanza folle”.

Quanto a Raggi, ha spiegato che studierà con gli uffici la relazione che gli è stata inviata dal tavolo tra tecnici del Comune, Città Metropolitana e Regione con l’elenco dei siti nel territorio cittadino dove poter conferire rifiuti. Tra i luoghi in questione, una decina, c’è l’ipotesi di Falcognana, sull’Ardeatina non lontano dal santuario del Divino Amore. Una soluzione considerata velocemente attivabile, così come Monte Carnevale, a poca distanza dalla ex discarica di Malagrotta, e un altro sito nel IX Municipio (Roma sud est).

Nel frattempo, per tamponare il caos che a inizio 2020 potrebbe provocare la chiusura della discaricadi Colleferro, si prevede una soluzione ponte con una gara di Ama per il conferimento del pattume di Roma all’estero. Ma è proprio la realizzazione di una nuova discarica in città che vede gli enti locali contrapposti.

“Di fronte all’emergenza igienico sanitaria che si appresta a vivere la città dopo la chiusura dell’impianto di Colleferro l’amministrazione deve scegliere”, ha spiegato l’assessore Valeriani confermando che, se Raggi non indicherà un sito tra quelli indicati entro una settimana scatterà il commissariamento e la palla passerà alla Regione. La posizione di Palazzo Senatorio resta però la stessa: “Roma è pronta a fare la sua parte all’interno del piano regionale. No all’apertura di discariche con provvedimenti emergenziali, in deroga alle norme ambientali“.

Queste posizioni dovrebbero essere ribadite oggi in una o più mozioni votate dalla maggioranza. “La Regione Lazio ha un deficit impiantistico di 945 mila tonnellate all’anno. La peggior Regione” da questo punto di vista, è intervenuto l’amministratore unico della municipalizzata Ama, Stefano Zaghis. Che ha ricordato: “Lo Sblocca Italia del 2014 dava indirizzi precisi e per il Lazio diceva che c’era bisogno di almeno un impianto di temovalorizzazione da almeno 210 mila tonnellate. Da allora a oggi nulla è stato fatto in questa direzione”.

Una soluzione, quella del termovalorizzatore, che non piace al ministro Costa: “Io sono il facilitatore in questa vicenda – ha premesso -, posso dire però che non sono d’accordo per quanto riguarda la soluzione di un termovalorizzatore. Ciò non vuol dire che io possa sostituirmi a chi deve prendere le decisioni”.

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Pubblicato da Redazione

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