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Covid 19: Gabinetto di guerra in due tempi

Decreti, comincia la condivisione preliminare col Centrodestra. Ma poi Conte dovrà lasciare Palazzo Chigi a Draghi

Claudio Sonzogno
di Claudio Sonzogno | 2020-03-27 27/03/2020 ore 10:04

 

Il Premier, Giuseppe Conte, ha riferito alla Camera e poi al Senato sui provvedimenti fino ad ora adottati per combattere il Coronavirus. Ma più che ripercorrere le tappe dell’emergenza l’incontro col Parlamento ha segnato l’avvio “di un più intenso percorso con la minoranza’’ in vista del nuovo decreto economico di aprile. Infatti rispetto ai precedenti decreti di Conte, controfirmati dal presidente della Repubblica, Mattarella, ora si dovrebbe passare a decreti legge veri e propri, controfirmati dal Quirinale e soggetti poi al controllo parlamentare per la conversione in legge. Mentre i provvedimenti urgenti sia da parte del presidente Conte che dei ministri avranno un valore di ordinanze.

In sostanza, anche se l’opposizione non si è sentita sufficientemente rassicurata, il Premier sembra intenzionato con la collaborazione del ministro dei Rapporti con il Parlamento, a costituire una di “gabinetto di guerra’’, sia pure virtuale come l’emergenza richiede, costituito dal Premier e i leader del Centrodestra che dovrebbero condividere preliminarmente i prossimi decreti, prima ancora della loro approvazione in Consiglio dei ministri e quindi l’approvazione definitiva del Parlamento.

Il prossimo decreto sarà così la prova del nove per la premiership di Conte. Non si danno infatti per vinti quanti in maggioranza ( Matteo Renzi e qualche ‘’capo bastone’’ Pd e M5s) e nell’opposizione (Berlusconi, Giorgetti, Presidenti Regioni del nord e forse anche Salvini ) vorrebbero un vero governo di unità nazionale certamente senza Conte.

“Ma ora c’è da stare tutti insieme’’, come ha riconosciuto lo stesso Renzi, ammettendo l’idea di un governo di unità nazionale. Dando però ragione al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha evocato il miracolo di unità che ha risollevato il Paese nel dopoguerra.

In verità, al di là delle belle parole, nel pieno dell’emergenza sanitaria ogni minuto è prezioso, e tutti convengono che non è il caso di perdere tempo per un nuovo governo. Ma una volta superato il cosiddetto “picco’’ si dovranno mettere e punto strategie d’ intervento con una pioggia di miliardi e prospettive più lungo termine, e soprattutto rinnovare i vertici di società che diventeranno ancor più strategiche, dall’Eni all’Enel, sarà un’altra storia.

‘’Il gabinetto di guerra’’ conoscerà un secondo tempo e certamente un nuovo leader. Un po’ come avvenne con Mario Monti che dopo aver fatto con un consenso ‘’bipartisan’’ il lavoro cosiddetto ‘’sporco’’, ma salutare per i conti dello Stato, al momento di raccoglierne i frutti venne messo nell’angolo.

Appena il Paese comincerà a ripartire è già pronta una grande alleanza per la ricostruzione e nessuno, nemmeno Conte e Grillo, potranno fermare Mario Draghi.

foto: notizie.tiscali.it

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A proposito dell'autore

Claudio Sonzogno
157 articoli

Giornalista professionista dal 1969, ha diretto agenzie di stampa nazionali dal 1972 al 2011. Da Direttore dell'Agenzia finanziaria Radiocor e dell'Agenzia Giornali Associati, AGA, a Direttore dell'Asca, la prima agenzia italiana su Internet. Dal 2009 al 2011 Direttore dell'Agenzia APCOM/TMnews, oggi Askanews, innovativa nelle videonews. Ha collaborato con L'Espresso. Opinionista per i Gr della Rai, ha partecipato a programmi di economia. Scrive per "Prima Comunicazione".

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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