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Acos, da 80% romani ok a smart working anche post emergenza

Secondo un’indagine dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale il 95% è favorevole a una maggiore digitalizzazione dei servizi

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di Redazione | 2020-05-19 19/05/2020 ore 11:30

L’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale ha condotto un’indagine per monitorare l’impatto del blocco delle attività produttive sui cittadini romani per quanto riguarda il lavoro agile, il servizio di trasporto pubblico, la maggiore occupazione di suolo per bar e ristoranti, la presenza delle forze dell’ordine in strada per il controllo delle misure anti contagio. L’81% degli intervistati si è detto favorevole a mantenere il lavoro agile anche dopo l’emergenza per l’impatto positivo che può produrre sul traffico e sull’ambiente e il 95% è favorevole a una maggiore digitalizzazione dei servizi.

Circa la metà del campione dichiara di essere incondizionatamente d’accordo con la diversificazione di orari di apertura e chiusura di scuole e uffici, mentre un 37 per cento sarebbe favorevole solo se l’adesione alle fasce orarie diversificate fosse su base volontaria per i lavoratori. Per decongestionare il trasporto pubblico la maggioranza degli intervistati si è espressa in favore dell’ipotesi di ricorrere alla mobilità individuale (auto, moto, bici o a piedi). Tra gli interventi più specifici la preferenza dei romani va all’estensione delle ciclabili per il 44 per cento, mentre un terzo del campione si è definito favorevole all’apertura delle ztl sia al transito sia al parcheggio.

Su bus e metro solo una percentuale minore ritiene necessario anche un intervento delle forze dell’ordine, accanto alle misure messe in campo per prevenire il contagio, come obbligo di mascherine e guanti, sanificazione degli ambienti, distanziamento sociale, separazione dei flussi in entrata e in uscita. Tutti, o quasi, d’accordo nel riaprire parchi e ville, evitando però gli assembramenti. Grande enfasi viene data al distanziamento, direttamente e indirettamente, anche per fruire in sicurezza di aree archeologiche all’aperto e altri luoghi della cultura come musei, mostre e biblioteche, che proprio in questi giorni stanno programmando, con grande attesa, le prime riaperture al pubblico. L’ambito degli spettacoli è invece più complesso, in quanto per strutture come cinema, concerti e teatri la riapertura con distanziamento rischia di implicare una decurtazione gravissima dei ricavi da biglietteria, a fronte di tutti i costi fissi da sopportare.

Il sondaggio ha chiesto un’opinione sull’aumentato della superficie di suolo pubblico in concessione a bar e ristoranti per rilanciare il settore: l’87 per cento degli intervistati si è definito favorevole, quasi la metà dell’intero campione è d’accordo anche a costo di sacrificare in parte posti auto e marciapiedi, mentre un 10 per cento si dichiara del tutto contrario. Infine, tre romani su quattro, sarebbero favorevoli a mantenere i controlli in città da parte delle forze dell’ordine fino alla fine dell’emergenza, mentre uno su cinque è contrario. La maggioranza dei cittadini ritiene che la libertà personale andrebbe ripristinata vietando solo i comportamenti a rischio; resta invece un 38 per cento favorevole a limitare, a scopo precauzionale, gli spostamenti ai casi di necessità.

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Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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