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Scuola: la catastrofe è alle porte

Nulla di chiaro, nessuna linea guida, poche aule, caos trasporti, mancanza di insegnanti e di tamponi, banchetti con rotelle, e nessun piano sanitario nazionale

Anna Ricca
di Anna Ricca | 2020-08-27 26/08/2020 ore 18:47
(ultimo aggiornamento il 27 Agosto 2020 alle ore 11:05)

Questo grave “inciampo” le istituzioni se lo dovevano proprio risparmiare. Bastava partire con maggior anticipo e coesione.

E invece, presi con l’acqua alla gola, l’ “l’argometo scuola” sta diventando un vero affare di stato che rischia di travolgere e stravolgere sia l’andamento dell’anno scolastico sia l’intera stabilità del Governo. E si perchè in Italia anche l’istruzione diventa un comodo ed ulteriore motivo di conflitto tra maggioranza e opposizione.

Le lezioni dovrebbero iniziare il 14 settembre ma è una data puramente indicativa dato che le regioni agiscono e scelgono in tutta autonomia. A Bolzano la campanella suonerà il 7 mentre in Puglia il 24!

Ma a parte questo gioco di date il vero problema è l’assoluta inadeguatezza delle strutture ricettive, dei trasporti, del corpo insegnante, della DAD* e non ultimo dei possibili picchi di contagi da Covid.

Così il premier Conte convoca, a raffica ed urgenza, vertici fra i ministri e le parti interessate nella speranza che da questi incontri escano delle linee guida precise, nette, univoche  e che, soprattutto, non prestino il fianco ad alcuna speculazione pre-elettorale.

Perchè è davvero essenziale che le scuole riaprano per una corretta crescita culturale di un’intera generazione di giovani italiani. Già il Covid ha falciato i nostri vecchi e con loro i ricordi e le realtà di un intero periodo storico. Il Coranavirus ha stritolato senza tregua buona parte delle nostre radici, che solo col passare tempo, dimostreranno il loro valore basico e la loro insostituibile energia. A maggior ragione, quindi, tutte le forze, economiche e non, devono stringere i denti e mettere, per una volta e senza micragnosità, al primo posto l’ISTRUZIONE.

Troppi tagli sono stati fatti negli anni, troppe taccagnerie e inadeguatezze, troppi contrasti sindacali  hanno confinato i nostri modelli e culture scolastiche nelle ultime posizioni delle classifiche mondiali.

E’ venuto il momento di mettere la prora al vento e cambiare rotta il più velocemente possibile.

La scuola deve essere la nostra priorità assoluta e organizzata per dare un’informazione TOTALE e AGGIORNATA senza tagli dovuti a paronie varie e a compiacenze ideologiche e religiose.

Detto questo le 3 settimane, che mancano all’inizio dell’anno scolastico, sono un nulla vergognoso che consentirà di mettere solo qualche toppa al problema ma che non potranno mai risolverlo a livello nazionale. E’ vero: per il momento abbiamo conquistato la vetta dei banchi singoli e con rotelle (e possiamo immaginare anche con un doppio impiego che, forse a modo loro potrebbero risolvere il problema della carenza del servizio pubblico!!!!! Vedremo ragazzi che vanno e vengono nel traffico cittadino a bordo dei loro audaci banchetti, rotellati!).

Ma era davvero la prima pensata da fare in questo frangente? I vecchi banchetti ben distanziati e con un solo allievo a bordo erano proprio da buttare? come fa notare Renzo Piano.

Dai famosi vertici con i vari esperti e RESPONSABILI (i sindacati devono essere in letargo e forse è meglio così del settore (nel frattempo i sindacati devono essere caduti in letargo,  ma forse è meglio così) scaturisce una proposta davvero raccapricciante: mancano le aule? Bè, è presto fatto: si possono affittare degli appartamenti e riconvertirli..! A voi sto piano non ricorda una certa imperatrice d’oltralpe (che ci lasciò la testa) che propose sfamare il popolo con le brioches…!?

 

*DAD: didattica a distanza

Per ora è tutto. Aspettiamo che la nebbia politico/gestionale si diradi per capire se tutti i nodi verranno sciolti e senza spargimento di sangue da parte dell’opposizione.

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Anna Ricca
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© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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