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Il voto nel Covid: in gioco rischi e speranze

Dal Referendum ai vertici regioni e comuni (34 nel Lazio) tanti elettori smarriti, ma ancor più governo e partiti per la loro sorte.

Beppe Leone
di Beppe Leone | 2020-09-19 19/09/2020 ore 11:00

scheda votazioni

Domenica 20 e nella mattinata di lunedi’ 21, ancora in piena pandemia e con le scuole appena riprese e già chiuse come prede dei vari seggi elettorali, gli italiani sono nuovamente chiamati alle urne.

Tutti per dire si’ o no al referendum confermativo sul taglio dei parlamentari (i deputati passano da 630 a 400 ed i senatori da 315 a 200), circa venti milioni per le elezioni regionali in programma, ovvero in Valle d’Aosta, Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Campania e Puglia. Si votera’ inoltre in 1178 comuni, tra i quali Venezia, Trento, Bolzano, Aosta, Agrigento, Arezzo, Chieti, Enna, Macerata, Mantova, Reggio Calabria.

Alla consultazione comunale sono interessati anche 34 comuni del Lazio, dei quali 12 in provincia di Roma. In particolare, nella nostra regione, saranno rinnovati i consigli comunali di Terracina (44.233 abitanti), Albano Laziale (38.433), Fondi (37.180), Genzano di Roma (23780), Ceccano (23098), Colleferro (21.574),Anguillara Sabazia 18.575) e Rocca di Papa 15.576).

E’ un test importante per tutti, dominato dalla preoccupazione per i contagi del Covid e  l’incertezza di scelte e risultati. In gioco non ci sono solo i nuovi assetti regionali e comunali, ma anche le sorti di governo e partiti. Vediamo perche’.

Referendum – Non c’e’ il quorum del 50+1 per la sua validita’ quindi, qualunque sia il numero dei votanti, il risultato sara’ acquisito. La vittoria del si’ non sembra in discussione. Fino a qualche giorno fa il suo successo sembrava potesse essere di dimensioni bulgare, ma piu’ ci si e’ avvicinati alla data della consultazione piu’ sono aumentati i dubbi in tanti e il divario tra si’ e no sembra essersi molto ridotto.

Su questa battaglia si gioca molto il futuro del M5S. Se gli elettori saranno tanti e la vittoria del si’ sara’ schiacciante, nel Movimento si potra’ brindare. In caso contrario, si inasprirebbe il dibattito interno, gia’ in corso, con il rischio di ulteriori fuoriuscite e cambi di casacca nei gruppi parlamentari.

Regionali – La partita e’ di particolare importanza per tutti, a partire dal governo. Giuseppe Conte aveva lanciato un appello prima della presentazione delle liste alle forze della maggioranza perche’ trovassero un’intesa e non si  presentassero divise all’appuntamento elettorale. Il suo invito è stato disatteso con la sola eccezione della Liguria, dove comunque la vittoria del centodestra sembra fuori discussione. Nelle altre regioni la maggioranza si presenta in ordine sparso favorendo cosi’ i suoi oppositori. In base ai sondaggi effettuati, il centrodestra dovrebbe confermare Liguria e Veneto mentre dovrebbe conquistare le Marche e, probabilmente, la Puglia.

La Campania, invece, dovrebbe vedere la conferma dell’uscente presidente Vincenzo De Luca e la vittoria del centrosinistra. Ma la vera battaglia regionale che potrebbe avere risvolti nazionali e’ quella toscana. Se il centrodestra dovesse affermarsi (i sondaggi davano i due schieramenti a poca distanza uno dall’altro, con il centrosinistra in leggero vantaggio) sarebbero dolori per il leader del Pd Nicola Zingaretti perche’ la sua linea di sostegno al governo gia’ e’ criticata da alcuni settori del partito che la definiscono troppo acquiescente nei confronti dei cinquestelle e del premier.

Ma un’altra partita importante si gioca nel Veneto, una partita tutta  interna alla Lega. Il governatore uscente Luca Zaia sara’ confermato,a quanto pare, con un vero e proprio plebiscito e se la lista che porta il suo nome dovesse sopravanzare quella della Lega, per Matteo Salvini si aprirebbe una questione interna. Il leader del Carroccio, infatti, dall’agosto 2019 ad oggi sembra avere perso appeal nei confronti dell’elettorato leghista, dove invece e’ dato in forte crescita Zaia.

E due galli nel pollaio finiscono sempre per beccarsi.

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A proposito dell'autore

Beppe Leone
143 articoli

Beppe Leone è giornalista professionista dal gennaio del 1977. Laureato in Scienze Politiche presso l'Università "la Sapienza di Roma", è stato capoufficio stampa della Camera dei Deputati dal giugno del 2008 al 31 dicembre del 2013. In precedenza è stato caporedattore centrale e a capo del Servizio politico dell'Agenzia giornalistica Asca.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
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