Alitalia: arrivati ristori, sbloccato pagamento 50% stipendi

Giovannini, non accettiamo disparità da Ue. Landini: Perdita non accettabile, governo convochi sindacati

Boccata d’ossigeno per i lavoratori di Alitalia: la ex compagnia di bandiera ha ricevuto gli attesi ristori Covid e può ora procedere al pagamento del restante 50% degli stipendi di marzo.

Lo fanno sapere i commissari in una comunicazione interna ai dipendenti. “Vi informiamo che a seguito dell’accredito dei ristori ritenuti adeguati dalla Commissione europea – scrivono Leogrande, Santosuosso e Fava – siamo in grado di procedere al pagamento del rimanente 50% degli stipendi di marzo, che riceverete con valuta domani, 8 aprile”.

I ristori, spiegano i tre commissari nella comunicazione interna, sono relativi “ai danni da Covid patiti nei mesi di novembre e dicembre 2020”. Gli stipendi di marzo sono stati pagati parzialmente il 31 marzo scorso: l’azienda ha corrisposto ai dipendenti il 50% della busta con valuta al primo aprile, spiegando che la restante meta’ sarebbe stata pagata nel momento in cui fosse arrivata, sul conto dell’azienda, la somma dei ristori.

Sbloccata questa situazione, resta aperta la partita con l’Europa per il lancio della nuova compagnia Ita. Un tema che si è fatto ancor più spinoso dopo la decisione di Bruxelles di dare il via libera al salvataggio di Stato della Air France, che ha generato non poche polemiche tra sindacati e alcune forze politiche.

“Noi abbiamo un dialogo, una negoziazione molto intensa con la Commissione europea sul nuovo piano industriale di Ita ed e’ una negoziazione su diversi aspetti. E’ evidente che noi non possiamo accettare una disparita’ di trattamento da parte della Commissione rispetto ad Air France o Lufthansa, sapendo pero’ che la condizione delle tre imprese e’ molto diversa: mentre Air France e Lufthansa avevano dei bilanci sani ed erano fortemente competitive prima della pandemia, Alitalia era gia’ in difficolta’ e questo lo sa benissimo Bruxelles che ha negoziato queste tematiche con diversi governi”. Cosi’ il ministro Enrico Giovannini a Rainews24.

Su Alitalia “il nostro impregno e’ massimo anche rispetto al tema del disagio sociale che un accordo potrebbe determinare”, ha sottolineato poi  il ministro Giovannini spiegando che proprio per questo, nella trattativa insieme anche ai ministri Franco e Giorgetti, e’ coinvolto anche il ministro del lavoro Orlando “per immaginare soluzioni che riducano al minimo i disagi per i lavoratori”.

E sempre oggi il leader della Cgil Maurizio Landini ha chiesto che il governo convochi i sindacati su Alitalia: “Riguardo alla vicenda Alitalia credo che non sia possibile ed accettabile che noi perdiamo una compagnia così importante e che da un certo punto di vista si subiscano una serie di diktat dell’Europa che, tra l’altro, non ha lo stesso atteggiamento nei confronti di tutti, vediamo ad esempio il sostegno al piano di Air France, e visto che c’era un piano industriale e dei finanziamenti stabiliti e previsti come intervento, credo che sia importante che su questo punto ci sia un’attenzione da parte del Parlamento”. Così Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, durante l’audizione nelle commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato nell’ambito dell’esame del decreto sostegni. “Noi stiamo richiediamo in queste ore che ci sia una convocazione esplicita da parte del Governo per coinvolgere le parti sociali ed evitare che ci sia una situazione di non ritorno drammatica sul piano dei posti di lavoro”, aggiunge.

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