Birrifici artigianali in crisi nel Lazio, fatturato calato del 90%

Almeno 42 le aziende nel territorio regionale che producono bitta artigianale. In arrivo un fondo da 800 mila euro

La pandemia sta mettendo a rischio la birra indipendente Made in Italy, una filiera innovativa che conta oltre 900 micro birrifici artigianali nel Paese e migliaia di produttori di luppolo e orzo distico. E la crisi si sente in particolar modo nel Lazio.

Nella nostra regione “i birrifici artigianali, secondo i dati del registro delle Imprese delle Camere di Commercio, contano 42 aziende distribuite su tutto il nostro territorio, con un aumento del 250% rispetto al 2012. Un settore con numeri importanti anche nella Capitale, che si classifica come terza città italiana  (dopo Milano e Torino ndr) con ben 21 realtà produttrici di malti e luppoli” ha ricordato la consigliera democratica Marta Leonori. 

Ora le associazioni di settore chiedono un codice Ateco specifico che differenzi il mondo artigianale della birra dalle grandi multinazionali. 

Qualcosa si può fare anche a livello regionale. La Regione Lazio, a inizio dicembre, ha approvato la proposta presentata dal consigliere leghista Daniele Giannini e da quello di FdI Massimiliano Maselli, per l’istituzione di un fondo di 800mila euro, per il biennio 2021/22. Servirà a finanziare attività informative e promozionali, la formazione e l’aggiornamento professionale degli operatori d’un settore che dà lavoro a moltissime persone.

Tra le restrizioni del canale Horeca, le chiusure confermate di ristoranti, pub e bar durante tutte le festività di Natale e il blocco di fiere, eventi, sagre con le attività legate allo street food, la birra artigianale e agricola è entrata in una crisi nera, soffrendo un crollo del fatturato del 90%. Così quella che era una filiera dalle grandi potenzialità di sviluppo, ora corre in pericolo di non sopravvivere al Covid senza sostegni adeguati. A rischio c’è un comparto che vale il 4% del mercato nazionale, produce in media 500 mila ettolitri l’anno, di cui circa il 20% biologico, fattura oltre 250 milioni di euro e dà lavoro a 7 mila addetti.

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