L’intelligenza artificiale entra nella strategia della Cina per lo sviluppo dell’istruzione speciale. Pechino punta infatti a utilizzare sempre di più le nuove tecnologie per rendere il sistema educativo più inclusivo, personalizzato e accessibile agli studenti con disabilità.
La direzione è indicata da un nuovo piano d’azione elaborato congiuntamente da sette dipartimenti governativi, tra cui il ministero dell’Istruzione, che definisce gli obiettivi per il periodo 2026-2030, nell’ambito del 15esimo Piano quinquennale cinese.
Il documento individua nella digitalizzazione uno dei principali motori dello sviluppo dell’istruzione speciale nei prossimi cinque anni. L’obiettivo è integrare l’intelligenza artificiale nelle diverse fasi dell’insegnamento e dell’apprendimento, sperimentando anche nuovi modelli di collaborazione tra persone e tecnologie intelligenti.
Tra le soluzioni allo studio ci sono assistenti digitali per l’apprendimento e insegnanti supportati dall’IA. La tecnologia potrebbe essere utilizzata per offrire agli studenti un supporto più personalizzato durante le lezioni, adattando attività e strumenti alle loro specifiche esigenze.
Un ruolo importante è previsto anche per gli studenti con disabilità più gravi. Il piano contempla infatti l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali per facilitare l’insegnamento a domicilio, consentendo di raggiungere anche chi incontra maggiori difficoltà nell’accesso alle strutture scolastiche.
Non solo IA. Il programma cinese punta anche su big data, realtà virtuale e altre tecnologie emergenti, insieme al rafforzamento delle infrastrutture digitali delle scuole speciali. Previsto inoltre un ampliamento delle risorse dedicate all’istruzione speciale sulla piattaforma nazionale per l’istruzione intelligente.
Secondo un funzionario del ministero dell’Istruzione, i progressi delle tecnologie dell’informazione hanno aperto negli ultimi anni nuove possibilità per il settore. Sulla piattaforma nazionale è già stata creata una sezione dedicata all’istruzione speciale, mentre diverse autorità locali hanno iniziato a sperimentare strumenti digitali per sostenere percorsi di apprendimento più personalizzati.
La trasformazione digitale, però, è ancora in una fase iniziale. Tra le principali difficoltà indicate dalle autorità ci sono la carenza di risorse e un utilizzo ancora insufficiente delle tecnologie nelle scuole. Il nuovo piano punta quindi anche a rafforzare le competenze digitali e a migliorare le dotazioni tecnologiche degli istituti.
La strategia si inserisce in un percorso di crescita dell’istruzione speciale già avviato dalla Cina negli ultimi anni. Nel 2025 il Paese contava 2.464 scuole dedicate, 927 mila studenti e 85.100 insegnanti a tempo pieno. Rispetto al 2012, il numero delle scuole è aumentato del 33%, quello degli studenti del 145% e quello degli insegnanti del 95%.
Progressi significativi sono stati registrati anche sul fronte dell’accesso all’istruzione. Nel 2025 il tasso di iscrizione all’istruzione obbligatoria dei bambini in età scolare con disabilità ha raggiunto il 97%. Il piano prevede di mantenere questa percentuale al di sopra del 97% fino al 2030.
L’obiettivo finale indicato da Pechino è la costruzione, entro la fine del decennio, di un sistema di istruzione speciale di alta qualità, integrato e inclusivo. In questo percorso l’intelligenza artificiale non viene considerata soltanto come uno strumento tecnologico, ma come una possibile leva per rendere l’insegnamento più flessibile e adattarlo alle esigenze dei singoli studenti.
La Cina sta quindi estendendo alla scuola speciale la più ampia strategia nazionale di integrazione dell’intelligenza artificiale nell’istruzione. Una trasformazione che punta a utilizzare la tecnologia non solo per innovare la didattica, ma anche per ridurre le barriere che ancora limitano l’accesso all’istruzione per gli studenti con disabilità.