Crisi energetica: con i rincari torna il conto a debito nei mercati di Roma

Tra i banchi del mercato Trionfale, uno dei più grandi d’Europa con 270 box, il caro bollette è già evidente

L'ingresso del Mercato Trionfale a Roma

“Segna, che poi pago!”: con i rincari è tornata l’abitudine del conto a debito nei mercati di Roma. Tra i banchi del mercato Trionfale, uno dei più grandi d’Europa con 270 box, il caro bollette è già evidente: costi raddoppiati, numero di clienti e mole delle spese dimezzate. Soprattutto, però, è tornata l’abitudine di chiedere all’operatore di mettere in conto i costi della spesa, per poi pagare a inizio mese quando arriva lo stipendio. “C’è stato un aumento di richieste di quelli che chiedono di segnare sul conto”, spiega Stefano Tiberi, macellaio. “C’è sempre stato questo fenomeno, e per i clienti stabili lo facciamo volentieri. Però se lo facessimo per tutti quelli che ce lo chiedono non riusciremmo ad andare avanti, in qualche modo la merce va pagata”. I commercianti hanno rilevato un aumento del trenta per cento delle bollette di luce e gas, che rischia di tradursi in un rincaro anche dei prezzi della merce. Intanto, l’unica riduzione rilevata è sul numero di clienti e sulle compere. In uno stand caseario, la banchista Antonella spiega: “Per essere venerdì non c’è nessuno, un tempo c’era un via vai continuo. È da dopo pasqua che si avverte questo rincaro dei costi, anche se i nostri prezzi sono rimasti gli stessi”.

“Ogni venti giorni dovremmo aumentare i prezzi, ma così non comprerebbe niente più nessuno, perché la gente non ce la fa”, dice Massimo, salumiere che da otto anni occupa il box 264 del mercato Trionfale. “La merce è aumentata in media del 30 per cento, ma non ho cambiato i prezzi, quindi tutti i rincari vanno ad assottigliare il mio guadagno”. Nel mercato rionale vanno a fare la spesa per lo più “i pensionati, le badanti e gli anziani in genere, gente che teme i rincari e sta attenta a ciò che compra: in particolare, sceglie tra i prodotti in offerta”, osserva Massimo. Secondo Elena, operatrice di uno dei banchi di ortofrutta: “La gente si è sempre lamentata per i prezzi. Adesso, però, con l’aumento dei costi dei prodotti, prende meno cose. Ci fanno notare che se prima con dieci euro portavano via due buste di merce, adesso con gli stessi soldi ne portano via una sola”. Una cliente, che sta scegliendo ortaggi al banco, interviene con un sorriso amaro: “Ho pagato 430 euro di corrente – dice – quando la bolletta precedente era stata di 200 euro. Soldi in più che devono essere risparmiati da qualche parte”.

Anche Massimo vende frutta e verdura. La sua preoccupazione non è solo per il presente ma anche per il futuro: “Adesso stiamo vendendo i prodotti coltivati e distribuiti con il costo dell’energia dei mesi scorsi. Il peggio arriverà quando dovremo comprare nei prossimi mesi quelli prodotti sotto con il rincaro delle bollette. È vero anche che la gente non conosce più la stagionalità dei prodotti; si ostinano a comprare ortaggi non stagionali pagandoli più cari. Comunque comprano di meno e il sabato c’è qualcuno che viene alla fine della giornata per risparmiare qualche euro”. Ma la vera memoria storica quarantennale del mercato Trionfale è Marino, ex presidente della struttura. Ora lo si trova nell’ufficio per il servizio clienti, dopo che per anni ha tenuto un box di biancheria. “La situazione – sottolinea Marino – è la peggiore dagli anni novanta. Il ritorno dei turisti dopo il Covid ha dato un po’ di respiro, ma ad agosto è stata una tragedia. La gente – insiste Marino – ora viene soprattutto il venerdì e il sabato. Durante la settimana vengono soltanto le persone che vivono qui intorno”.

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