Categorie: Economia urbana

Stellantis, il 2026 di Cassino parte male

Dopo appena qualche giorno di lavoro è arrivata la comunicazione di nuovi stop a Cassino: Stellantis ha stabilito una fermata produttiva per montaggio, lastratura e verniciatura da venerdì 27 febbraio al giorno 6 marzo compreso

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Ancora una doccia fredda per gli operai Stellantis e per l’indotto metalmeccanico. Non si ferma, infatti, l’ondata di blocchi produttivi a Cassino Plant. Dopo appena qualche giorno di lavoro è arrivata la comunicazione di nuovi stop: Stellantis ha stabilito una fermata produttiva per montaggio, lastratura e verniciatura da venerdì 27 febbraio al giorno 6 marzo compreso. Un ulteriore periodo di agonia per lavoratori che riescono a guadagnare poco più di mille euro al mese.

Se si analizza il calendario lavorativo dall’inizio dell’anno, i numeri parlano di una paralisi quasi totale:MeseGiorni di lavoro effettivi: gennaio 4 giorni, febbraio 6 giorni: totale bimestre 10 giorni, dieci giorni di lavoro in due mesi. È il punto più basso mai toccato dallo stabilimento. Un inizio d’anno che definire “difficile” sarebbe un eufemismo: è una crisi strutturale che sta svuotando le tasche dei lavoratori e la fiducia di un intero territorio.

La tempistica di questo annuncio è quasi paradossale. La notizia è arrivata proprio mentre il mondo politico e sindacale sta tentando di forzare la mano per ottenere quel piano industriale che ancora manca di concretezza. Lo stop del 27 febbraio non è solo una sospensione tecnica, ma l’ennesimo segnale di un’incertezza che sembra non avere fine.

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