“I valori della Costituzione vivono nell’azione di quanti si pongono al servizio della collettività”, ha scritto il Capo dello Stato, sottolineando come l’opera dei prefetti sia “preziosa per la nostra comunità”: dal garantire il quadro delle libertà democratiche alla promozione di legalità e sicurezza, dalla gestione delle emergenze al coordinamento con associazionismo e volontariato, fino all’intervento nei conflitti sociali e nelle situazioni di crisi in cui siano a rischio “dignità e sicurezza del lavoro, fondamento della nostra convivenza”.
Mattarella ha poi richiamato l’attenzione sulle ricadute delle tensioni internazionali sulla vita quotidiana dei cittadini, che generano “preoccupazioni e insicurezze”. In questo scenario, ha sottolineato il presidente, chi è alla guida degli uffici pubblici deve saper coltivare “capacità di ascolto, intelligente lettura delle dinamiche sociali emergenti, sensibilità per le situazioni di disagio e di maggiore fragilità”, al fine di elaborare risposte efficaci. “Ne dipende il futuro del Paese”, ha aggiunto, rimarcando l’importanza di sostenere il tessuto sociale e di intercettare, insieme alla scuola e alle altre agenzie educative, “bisogni, domande, aspettative delle giovani generazioni, valorizzandone talenti e potenzialità”. Dialogo, ascolto e prossimità, ha concluso sul punto, sono “canoni essenziali per interpretare ogni civica responsabilità orientata alla coesione sociale”.
Il messaggio si è chiuso con un appello al rafforzamento del rapporto tra istituzioni e cittadini: “Consolidare l’architettura della fiducia, ravvivando in ciascuno il senso più autentico della partecipazione democratica, è compito persistente nella vita della Repubblica”. Mattarella ha quindi rinnovato la propria gratitudine ai Prefetti e a tutti coloro che si adoperano per l’interesse collettivo, formulando auguri di buon lavoro e di buona Festa della Repubblica.