Il conto del cenone di San Silvestro, quest’anno, supera comunque i 2 miliardi di euro. Ma il confronto con il 2024 è impietoso: la spesa media pro capite si ferma a circa 49 euro, con un taglio del 32%. Mentre il Natale...
Natale, Capodanno e ora la Befana. Feste finite, o quasi. Ed è tempo di fare due conti. Certo, il caro-vita continua a mordere e l’inflazione resta una presenza ingombrante nei bilanci familiari, eppure Natale e San Silvestro hanno resistito. Cambia però il modo di consumare: meno sprechi, budget più selettivi e una difesa quasi identitaria della tavola e dei riti domestici. È questa la fotografia che emerge dai numeri sulle festività di fine anno, tra cenoni più sobri e un Natale che, invece, tiene sorprendentemente bene.
Il conto del cenone di San Silvestro, quest’anno, supera comunque i 2 miliardi di euro. Ma il confronto con il 2024 è impietoso: la spesa media pro capite si ferma a circa 49 euro, con un taglio del 32%. Un ridimensionamento netto, che racconta un Paese più prudente, costretto a fare i conti con rincari diffusi e spese incomprimibili. A sedersi a tavola sono stati oltre 28,5 milioni di persone, pari al 73% della popolazione tra i 18 e i 74 anni. Il Capodanno resta un appuntamento irrinunciabile soprattutto al Sud e nelle Isole, dove la partecipazione sfiora l’86% e la spesa media sale a 59 euro a testa. Sono proprio i 55-64enni a mettere mano al portafoglio con maggiore generosità, mentre i 25-34enni e i residenti del Nord – Ovest ed Est – restano sotto la media, con budget compresi tra i 40 e i 42 euro.
Se Capodanno arretra, il Natale mostra una sorprendente solidità. Tra regali, cibo, bevande, viaggi e ristorazione, la spesa complessiva raggiunge i 17,1 miliardi di euro, in lieve aumento rispetto all’anno precedente. La media per famiglia sale a 665 euro, confermando che il cuore delle festività resta il 25 dicembre. I regali sotto l’albero valgono 9,6 miliardi, mentre i consumi alimentari tra Vigilia e Santo Stefano arrivano a 3,1 miliardi. La ristorazione pesa per circa 450 milioni e i viaggi legati alle feste toccano quota 4 miliardi, cifra che sale sensibilmente se si considera l’intero periodo di fine anno. Insomma, il bilancio delle festività 2025 restituisce l’immagine di un’Italia che rinuncia agli eccessi ma non alle proprie tradizioni. Capodanno si fa più sobrio, Natale resta il pilastro dei consumi.