Imprese: indagine Confcommercio Roma, per 45 per cento burocrazia grava su ricavi

i costi principali da sostenere in ambito amministrativo riguardano le dichiarazioni: ad esempio, autorizzazioni ambientali, scia, certificazione degli impianti, igiene e sicurezza sul lavoro. Segue il fisco

Quasi il 45 per cento delle imprese romane (44,2 per cento) ritiene che i costi della burocrazia abbiano avuto un impatto molto o abbastanza elevato sui ricavi della propria società negli ultimi due anni. E’ quanto emerge da un indagine realizzata da Confcommercio Roma in collaborazione con l’istituto Format Research su un campione rappresentativo delle 294.831 imprese di Roma extra agricole. Nel dettaglio il 7,9 per cento pensa che la burocrazia abbia avuto “molto” impatto sulle performance aziendali, il 36,3 per cento invece ritiene l’abbia avuto “abbastanza”, per il 46,7 per cento la risposta alla stessa domanda è “poco” mentre il 9,1 per cento afferma che sui suoi ricavi l’effetto della burocrazia è stato “nullo”. Nel dettaglio, il 56,3 per cento delle imprese di Roma ritiene che i costi principali da sostenere in ambito amministrativo riguardino le dichiarazioni: ad esempio, autorizzazioni ambientali, scia, certificazione degli impianti, igiene e sicurezza sul lavoro, eccetera. Seguono il fisco, indicato dal 55,6 per cento degli imprenditori, le gare d’appalto (52,8 per cento) e la formazione e il lavoro (42,6 per cento). Agli ultimi tre posti, per impatto dei costi burocratici, le imprese indicano: personale interno e consulenti (37,9 per cento); solo il personale interno (33,8 per cento); solo i consulenti esterni (28,3 per cento).

Sul campione di società intervistate l’81,2 per cento ricorre regolarmente a consulenze esterne per effettuare gli obblighi previsti verso la pubblica amministrazione, solo il 18,8 per cento riesce a farne a meno. L’85 per cento delle imprese, inoltre, ha dichiarato di non avvalersi delle associazioni di categoria degli imprenditori per l’assistenza tecnica esterna con la Pa. Il 15 per cento circa delle imprese si è avvalsa invece di queste ultime almeno per alcune necessità. E in questo contesto i costi legati agli adempimenti amministrativi incidono in modo rilevante (in media sul 2,9 per cento del fatturato). La componente principale è rappresentata dal costo delle risorse interne (54,4 per cento), rispetto i costi per consulenti e assistenza esterna (45,6 per cento). In merito al rapporto con gli uffici della pubblica amministrazione, invece, i livelli di soddisfazione più elevati si registrano per la Città metropolitana (33,3 per cento), Camera di Commercio (32,6 per cento) e Comune di Roma (32,5 per cento). L’indagine è stata presentata oggi presso la sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano, sede della Camera di commercio di Roma.

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